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25 febbraio 2018

La bolletta della luce e gli oneri occulti

di Prospero Figundio


Ne hanno parlato i giornali e continua a parlarne la rete, tanto che l’Autorità per l’energia - ARERA, (così si chiama ora) - ha avvertito la necessità di emettere il comunicato del 14 febbraio 2018 per esporre il suo punto di vista sul contenuto e sulla portata del provvedimento n. 50/2018, che pone a carico di tutti i consumatori di energia elettrica anche una parte degli oneri di sistema non pagati dai clienti morosi.

Senza addentrarci in sottili disquisizioni di carattere giuridico, non rientra certamente nella normalità addossare sulle spalle dei clienti virtuosi, che pagano regolarmente le bollette dei propri consumi elettrici, gli oneri di sistema inclusi nelle bollette insolute dei clienti morosi, per il solo fatto che - secondo il TAR - tali oneri non ricadrebbero sul distributore, che, nella fattispecie, avrebbe solo la funzione di esattore. I distributori, perciò, possono stare tranquilli, tanto paga Pantalone, cioè il cliente virtuoso, buon pagatore, costretto da provvedimenti come quello in esame ad accollarsi anche i loro rischi.

La questione suggerisce a questo punto alcune considerazioni. La prima riguarda i distributori stessi, che ci sembrano fortemente impegnati ad acquisire nuovi clienti, anche ricorrendo a pratiche che la stessa ARERA, in alcuni casi, ha considerato scorrette, mentre sembrano poco attenti a gestire bene i clienti acquisiti e a perseguire tempestivamente quelli che non pagano le bollette. Se i distributori non corrono alcun rischio, perché verranno ristorati di una parte di quanto non riescono ad incassare, è facile dedurre che siano poco stimolati a riscuotere dai loro clienti i crediti insoluti.

Né si può trascurare un altro aspetto, che prescinde dal comportamento dei distributori, ma riguarda le attuali regole che premiano decisamente i clienti che si sottraggono volutamente al pagamento dei consumi, passando da un gestore all’altro con estrema facilità o approfittando dei tempi abbastanza lunghi che devono necessariamente trascorrere tra l’accertamento della morosità e l’interruzione della fornitura di energia. Questi soggetti sono anche agevolati dalla mancanza di un’anagrafe dei “cattivi pagatori” - come avviene per i protesti e le sofferenze bancarie, per i quali esiste la centrale dei rischi - che sarebbe un ottimo deterrente contro i furbi.

Per evitare, quindi, che regole troppo indulgenti finiscano per premiare i “cattivi pagatori” e nello stesso tempo deresponsabilizzare gli stessi distributori, occorre un intervento dell’autorità politica, finalizzato a regolare meglio la materia con adeguati e più efficaci strumenti contrasto di un fenomeno che altrimenti rischia di allargarsi, fatta salva la salvaguardia di chi diventa moroso contro la sua volontà, in conseguenza di uno stato di effettivo bisogno.

Prima di chiudere, occorre dire qualcosa anche sugli oneri di sistema che incidono pesantemente sulle bollette delle famiglie e di cui la gente sa poco o nulla. Occorre premettere che la tariffa elettrica si compone dei costi della materia prima (costi per l’acquisto e la vendita al cliente finale dell’energia elettrica da parte del fornitore), costi per il trasporto (servizi di rete per il trasporto, la distribuzione e la gestione del contatore) e oneri di sistema, destinati alla copertura dei costi per attività di interesse generale, oltre ovviamene alle accise e all’IVA.
Gli oneri di sistema costituiscono, dunque, una sorta di “calderone” in cui sono inseriti una serie di oneri di carattere generale, che sarebbe meglio definire parafiscali, la cui incidenza si fa sentire in misura rilevante sulla spesa per energia sopportata dai clienti domestici. Tra gli oneri di sistema sono compresi - ricordiamo solo i principali - il finanziamento degli incentivi erogati al fotovoltaico, gli sgravi tariffari (attualmente circa 1,5 miliardi di euro) erogati alle aziende cosiddette energivore, cioè quelle aziende che impiegano nel processo produttivo grandi quantità di energia, gli oneri per lo smantellamento degli impianti nucleari dismessi, ai quali, dulcis in fundo, vanno ad aggiungersi anche una parte degli oneri di sistema non pagati dai clienti morosi. Come si vede, c’è poco da stare allegri!






10 settembre 2017

Lo sconto sull’energia elettrica ai lavoratori del Gruppo A2A



Il 7 settembre 2017, presso la sede di Assolombarda, La Società A2A S.p.A., in qualità di Capogruppo e di mandataria delle società del Gruppo, e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori elettrici hanno sottoscritto il verbale di accordo in virtù del quale viene assicurata la conservazione del beneficio economico derivante dall’agevolazione tariffaria sull’energia elettrica, già prevista dai Contratti collettivi nazionali del settore elettrico. L’intesa fa seguito alla disdetta da parte della Società del Gruppo Enel SEN (Servizio Elettrico Nazionale) dell’accordo di reciprocità intercorrente tra le suddetta Società e il Gruppo A2A, che consentiva di praticare direttamente in bolletta lo sconto sull’energia elettrica ai rispettivi dipendenti in servizio e in pensione aventi titolo al benefit. 

In base al recente accordo, i dipendenti delle Società del Gruppo A2A, gli ex dipendenti in pensione, i coniugi superstiti e i figli superstiti con invalidità al 100%, nonché i lavoratori del Gruppo stesso assunti ante 1° luglio 1996 con CCNL elettrici interessati da procedure collettive di riduzione di personale, potranno continuare a fruire dell’agevolazione. L’erogazione del benefit presuppone il passaggio contrattuale dall’attuale fornitore di energia elettrica ad A2A Energia, operatore del mercato libero del Gruppo stesso, che predisporrà per i soggetti interessati un'offerta a condizioni economiche equivalenti a quelle praticate prima delle disdetta della regolamentazione dalle agevolazioni tariffarie previste dal CCNL Elettrici. 
L’accordo, che mette in evidenza il comportamento virtuoso delle aziende del Gruppo A2A nei confronti dei lavoratori, suggerisce un solo commento: le relazioni tra impresa e lavoratori improntate a reciproco rispetto e comprensione consentono sempre di trovare soluzioni soddisfacenti e non conflittuali, superando ogni ostacolo, anche di natura giuridica. 
La stessa considerazione non può valere per l'Enel, che ha trattato i suoi ex dipendenti con grande cinismo, in spregio degli accordi collettivi, vanificando in un sol colpo quel particolare ed intenso legame che in circa mezzo secolo ha unito l’Enel e i suoi dipendenti in servizio e in pensione.



02 settembre 2017

Da luglio 2019 cessa il mercato tutelato dell’energia elettrica e del gas

I primi provvedimenti attuativi della legge sulla concorrenza in materia di energia elettrica e gas.



Il 29 agosto 2017 è entrata in vigore la "Legge annuale per il mercato e la concorrenza" (n. 124/2017),  che prevede, tra le altre disposizioni, la cessazione dal 1° luglio 2019 della tutela di prezzo per famiglie e piccole imprese nei settori dell'energia elettrica e del gas (detto anche servizio di maggior tutela). Perciò, a partire dalla suddetta data, esisterà solo il mercato libero dell’energia. 

L’Autorità per l’energia, al fine di conseguire gli obiettivi fissati dalla legge nei tempi indicati, ha avviato, con propria deliberazione n. 610/2017/R/com tre procedimenti per l’attuazione degli interventi previsti al riguardo.

Illustriamo in rapida sintesi il contenuto dei tre procedimenti in gestazione.

Il primo dei tre riguarda la realizzazione da parte dell'Acquirente Unico (gestore del SII - Sistema Informativo Integrato) di un portale web per la raccolta e la pubblicazione delle offerte presenti sul mercato. Ciò consentirà a famiglie e piccole imprese di confrontare e scegliere l'offerta luce o gas più consona alle proprie esigenze. 

Il secondo procedimento dovrà individuare le linee guida per la promozione delle offerte commerciali di energia elettrica e gas a favore dei Gruppi di acquisto e la realizzazione di piattaforme informatiche che facilitino l'aggregazione dei piccoli consumatori. 

Il terzo procedimento, infine, riguarderà la definizione dei criteri, delle modalità e dei requisiti tecnici, finanziari e di onorabilità per l'iscrizione all'Elenco dei venditori di energia elettrica, che sarà oggetto di un decreto del Ministro dello Sviluppo economico e costituirà condizione necessaria per lo svolgimento dell'attività di vendita ai clienti.
Inoltre, l’Autorità, nell’ambito delle misure volte a migliorare la capacità dei piccoli consumatori di esercitare il diritto di scelta del proprio fornitore di luce o gas, metterà a disposizione l'offerta standard denominata PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela). Si tratterà di un'offerta rivolta a famiglie e piccole imprese, che, come viene annunciato, dovrà essere chiara e comprensibile, a prezzi liberi e condizioni contrattuali definite dall'Autorità. Tale offerta, inclusa tra le previsioni della legge, avrà come obiettivo l'individuazione delle condizioni minime contrattuali e dei requisiti che gli operatori del mercato libero devono rispettare per garantire confrontabilità ed omogeneità tra offerte.

Dal canto nostro, continueremo ad informare i nostri lettori sugli sviluppi della situazione per contribuire a metterli in condizione di scegliere in piena consapevolezza. Intanto, ci sentiamo di consigliare calma e prudenza nel valutare eventuali proposte di operatori del mercato libero, senza cedere a lusinghe. Tanto, fino al 1° luglio 2019 c'é ancora tempo.





18 luglio 2017

Personale di A2A Energia, sconto sull’energia elettrica


A seguito della disdetta da parte dell’Enel dell’accordo di reciprocità con A2A Energia, che permetteva l’erogazione della riduzione tariffaria sull’energia elettrica a dipendenti, pensionati e superstiti di questa azienda,  si prospetta una possibile soluzione alternativa per il mantenimento dell’agevolazione a tutti i soggetti interessati.   

A2A Energia ha illustrato verbalmente una proposta al riguardo alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori elettrici Filctem-Cgil Flaei-Cisl Uiltec-Uil Filctem/CGIL, che ne hanno dato notizia con il comunicato del 17 luglio 2017.




19 marzo 2017

La tassazione del compenso in natura, secondo Enel e INPS

Per Enel e INPS i pensionati avrebbero fruito della riduzione tariffaria sull'energia elettrica anche nel 2016








In questi giorni, numerosi ex dipendenti Enel in pensione apprendono dalla Certificazione Unica 2017, rilasciata dall’INPS, di aver percepito nel 2016 un compenso in natura, riferito evidentemente al controvalore della riduzione tariffaria sull’energia comunicato all’INPS dall’Enel, soggetto erogante. Ovviamente, l’Ente previdenziale ha assoggettato a tassazione tale controvalore (se d’importo superiore a € 258,23), calcolando il conguaglio IRPEF per l’anno d’imposta 2016, trattenuto poi sulla rata della pensione di marzo 2017.
È superfluo dire che ciò suscita legittime perplessità, non avendo gli interessati fruito nel 2016 di alcun compenso in natura, dal momento che la riduzione tariffaria in questione è stata cancellata per iniziativa dell’Enel e si è estinta il 31 dicembre 2015. Quindi, il dato riportato nella Certificazione Unica 2017 non corrisponde alla realtà.
Qualcuno obietterà che potrebbe trattarsi del controvalore residuo, riferito all’ultima bolletta a tariffa ridotta emessa a gennaio 2016, per il consumo di energia elettrica effettuato fino al 31 dicembre 2015 non fatturato con le bollette precedenti, ma i conti non tornano ugualmente, perché l’importo indicato dall’INPS come compenso in natura dovrebbe in tal caso corrispondere a quello dello sconto dichiarato dall’Enel sulla bolletta di chiusura 2015. Purtroppo, in diversi casi non è così, perché sulla Certificazione Unica è riportato un importo maggiore.
Le leggi fiscali in materia sono chiare e dovrebbero essere osservate da tutti i soggetti, Enel e INPS compresi. Tanto per cominciare, l’art. 23 comma 3 del D.P.R. n. 600 del 1973, stabilisce che i sostituti d’imposta devono effettuare le operazioni di conguaglio il 28 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta, prendendo in considerazione tutti i compensi di lavoro dipendente o assimilati erogati nell’anno di riferimento. Sono compresi, ai sensi dell’art. 51 del T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), i compensi di competenza dell’anno appena concluso, se erogati entro il 12 gennaio del nuovo anno, in base al cosiddetto principio di cassa allargato. Pertanto, i compensi che non rientrano temporalmente nei parametri suddetti sono considerati redditi arretrati e quindi devono essere assoggettati a tassazione separata.
Nel caso in esame non sussiste alcun ogni dubbio che il controvalore della riduzione tariffaria sui consumi dell’anno 2015, non incluso dall’INPS nel conguaglio fiscale sulle pensioni erogate dell’anno d’imposta 2015, effettuato entro il 28 febbraio 2016, debba essere considerato compenso arretrato e come tale assoggettato al regime di tassazione separata, come per legge.
Legge probabilmente non rispettata, stando ai fatti; non sappiamo se dall’INPS o dall’Enel, oppure da entrambi.
Urge una risposta da parte dei soggetti direttamente coinvolti (Enel e INPS), ma anche dall’Agenzia delle Entrate, affinché non siano sempre i contribuenti a pagare. Contribuenti pensionati, che nel frattempo si sono attivati o si stanno attivando per vederci chiaro, affinché, come sovente accade, la vicenda non finisca nel nulla, nel senso che “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdàmmoce 'o ppassato, ……………”.



Riporto il commento postato del collega Roberto Botta, che scrive:


Caro Prospero, Cari colleghi tutti, non appena ho visto la trattenuta sia sulla pensione di marzo sia sul CUD 2017, ho cercato di capire cosa era successo in pratica.
E ora, cerco di spiegarvi l'arcano mistero, anticipandovi, però, che questa volta l'Enel ha fatto i calcoli giusti del controvalore 2016, ha trasmesso detto valore all'Inps e quest'ultimo lo ha inserito nella voce "AH - Valori delle erogazioni liberali in natura e dei compensi in natura comunque erogati"... determinando, ahinoi, la giusta tassazione, come negli anni precedenti.
Il controvalore riportato nel CUD 2017 è pari alle seguenti voci:
Sconto riportato nell'ultima bolletta del 2015 + Sconti (riportati nei "dettagli" della prima bolletta del 2016) sia per la "Quota Energia (Energia+Dispacciamento+Componente di Perequazione)" sia per la "Quota energia" (Quota Variabile), entrambe relative all'ultimo periodo del 2015).
Riporto, per completezza di informazione, i valori riportati sulle mie bollette (ultima 2015 e prima 2016):
1) Sconto riportato nell'ultima bolletta del 2015 = 325,83 euro;
2) Energia+Dispacciamento+Componente di Perequazione (riportati in bolletta 2016, ma relativi al 2015)= 10,10 euro
3) Quota Variabile (riportata in bolletta 2016, ma relativa al 2015) = 22,01 euro.
Pertanto, il totale del controvalore, rilevato controllando le mie bollette, è pari a 357,94 euro.
Il totale del controvalore, riportato nel CUD 2017, è pari a 359,70 euro.
Certo, c'è una differenza di 1,76 euro NON RILEVABILI IN ALTRE VOCI, ma può darsi che trattasi di tasse, accise, ecc... come valori "nascosti", valori a cui non sono potuto risalire, ma, con molta onestà... posso affermare che ci siamo coi calcoli, anche se con una leggerissima differenza a mio sfavore.
Pertanto, non mi sembra il caso di allertare l'Enel, l'Inps, l'Agenzia delle Entrate con inutili domande, ricorsi, telefonate, ecc, perchè... questa volta... purtroppo... hanno ragione loro!!..
Saluti a tutti.

                                                                      Roberto Botta



.......e la mia risposta



Caro Roberto, mi dispiace contraddirti, ma non hanno ragione. La questione da me sollevata è di natura fiscale e riguarda la tassazione del controvalore della riduzione tariffaria applicata su fatture emesse dall'Enel nell'ultimo periodo del 2015. Poiché si tratta dell'erogazione in natura riferita senza ombra di dubbio all'anno d'imposta 2015, non può essere inclusa tra i redditi del 2016, ma - secondo la legge - è considerata reddito arretrato soggetto a tassazione separata. 
Del resto, anche la ricostruzione del conteggio che ti riguarda conferma che la legge fiscale non è stata rispettata; infatti lo sconto di € 325,83 riferito nell'ultima bolletta del 2015 è stato tassato come reddito 2016, pur trattandosi di un reddito arretrato, di competenza dell'anno d'imposta precedente, da assoggettare a tassazione separata. 
Il mancato rispetto della legge si traduce concretamente in una maggior prelievo d'imposta sul reddito del pensionato contribuente, con evidente danno per l'interessato. 
La chiamata in causa dell'Agenzia delle Entrate, oltre che degli attori principali della vicenda (Enel e INPS), perciò non è fatta a caso. Poi, se le legittime proteste di chi è stato danneggiato saranno inutili e rimarranno senza esito, non mi meraviglierò, perché in Italia, come spesso accade, la legge del più forte prevale sulla legge scritta.
Un saluto a te e tutti i colleghi.

                                                             Prospero Figundio


segue nei commenti

14 gennaio 2017

La giravolta


Tra i numerosi commentatori della sentenza n. 2953/2016, emessa dal Tribunale di Milano in materia di soppressione della riduzione tariffaria agli ex dipendenti Enel, non manca la FLAEI che, nel divulgare il documento, coglie l’occasione per esprimersi con malcelata soddisfazione in favore della decisione assunta da detto Tribunale.
Si accoda, a ruota, l’ANSE, la quale, senza sforzarsi, non trova di meglio che riprodurre integralmente sul suo Foglio Informativo n. 1/2017 la sintesi riportata in testa alla circolare FLAEI. Evidentemente pensare costa fatica!
Quanto alla FLAEI, che oggi sposa in pieno i motivi della citata sentenza, osserviamo sommessamente che qualche anno fa era di tutt’altra opinione. Infatti, nella circolare n. 31 del 14/2/2014, la citata Organizzazione e il Sindacato Pensionati CISL scrivevano congiuntamente, a commento della sentenza della Corte di Cassazione n. 24533 del 30 ottobre 2013, che: […] “il beneficio a favore dei pensionati” (lo sconto sull’energia elettrica – n.d.r.) […] “rappresenta un diritto individuale intangibile e non revocabile, salvo specifico accordo tra il singolo pensionato e l’Ente Erogatore.” Una giravolta simile non si era mai vista.
Orbene, non vogliamo disconoscere a chicchessia il diritto di cambiare opinione, però non possiamo accettare che chi cambia opinione abbia l’impudenza di continuare a pontificare secondo le proprie convenienze!

10 novembre 2016

Senza vergogna

La trasmissione televisiva Report dell’8 novembre scorso ha riacceso i riflettori sulla vicenda dei contributi previdenziali, per la ragguardevole somma di circa 40 milioni di euro, che l’Enel non ha versato all’INPS, secondo gli accertamenti effettuati dalla Vigilanza dell’Istituto. La vicenda, di cui riferirono a suo tempo solo alcuni giornali, determinò anche l’autosospensione, per alcuni mesi, dell’attuale Direttore Generale dell’INPS, Cioffi, avendo lo stesso ricoperto la carica di Direttore del Personale Enel, immediatamente prima di approdare all’Istituto.  Omissione contributiva? conflitto di interessi? C’è di che stupirsi. Chi ha visto la trasmissione di Rai3 si è fatta certamente un'idea sul caso, per nulla commendevole.
A prescindere dal merito della questione e dai suoi sviluppi, l’occasione ci offre lo spunto per alcune riflessioni su comportamenti dell’Enel, che a volte appaiono poco rispettosi dell’etica e molto più attenti al profitto. Per carità, non intendiamo affermare che tali comportamenti siano illegittimi, tuttavia non sfugge a nessuno che essi, in taluni casi, non siano perfettamente in linea con il codice etico che la stessa Enel si è data. A parte gli aspetti giuridici, ovviamente.
Il riferimento al codice etico riporta alla mente anche comportamenti riguardanti la riduzione tariffaria sull’energia elettrica agli ex dipendenti e loro superstiti, unilateralmente soppressa dall’Enel con la lettera indirizzata alle Organizzazioni Sindacali di categoria del 12 ottobre 2015, senza averne data preventiva comunicazione ai diretti interessati, i quali sono stati ufficialmente informati solo dopo la firma dello pseudo accordo sindacale del 27 novembre 2015. Infatti, l’Enel ha comunicato il recesso con lettera datata 15 dicembre 2015, come se si trattasse di un fatto scontato che gli interessati - secondo l’azienda - avrebbero potuto o dovuto già conoscere per averlo letto sui giornali o, magari, sulla Gazzetta Ufficiale, come dà ad intendere l’infelice incipit della stessa, grondante di ipocrisia: "Gentile Collega in pensione, come probabilmente saprà, in data 31 dicembre 2015, cesserà l’agevolazione tariffaria sulla Sua fornitura di energia elettrica”.
L’Enel, avendo omesso di preavvisare per tempo i fruitori della riduzione della sua volontà di recedere dagli accordi vigenti in materia, ha causato, oltre tutto, un evidente danno agli interessati, i quali, nel “riprogrammare” la spesa per energia elettrica (che tanto incide nei bilanci delle famiglie) in funzione dei maggiori oneri da sostenere, avrebbero avuto la possibilità di ridurre per tempo la potenza impegnata della propria fornitura, senza accollarsi i costi dell’operazione. Costi che sono invece pretesi dall’Enel a partire dal 1° gennaio 2016. 
Questo singolare modo dell’Enel di intendere e di gestire i rapporti con gli ex dipendenti, disponendo dei loro diritti, ha fatto sorgere molte serie riserve sulla sua correttezza dal punto di vista giuridico, tanto che molti di essi hanno sollevato, con l’assistenza di diversi studi legali, la vertenza in sede giudiziaria, con l’intento di ottenere giustizia dai Tribunali della Repubblica. Quanto alla fedeltà dei descritti comportamenti al codice etico, cui la stessa Enel dice di volersi attenere, il giudizio è implicito nei fatti: ci sono sufficienti e validi motivi per vergognarsi. Ma la vergogna è un sentimento che non si prova più, in una società ormai priva di scrupoli, dove malafede e sopraffazione sono gli strumenti spesso preferiti per raggiungere i propri scopi. 



   


26 ottobre 2016

L'agevolazione tariffaria sull'energia elettrica ai lavoratori TERNA


Gli ultimi sviluppi della vicenda riguardante l'agevolazione tariffaria sull'energia elettrica ai lavoratori TERNA evidenziano un esito sostanzialmente positivo per il personale in servizio, mentre assumono un significato profondamente negativo per i pensionati. Com'è noto l'erogazione dell'agevolazione è stata unilateralmente interrotta, senza preavviso agli interessati, a decorrere dal mese di luglio 2016.
Nell'incontro tra la Soc. TERNA e le Organizzazioni sindacali degli elettrici, tenutosi ieri 25 ottobre, è stato sottoscritto il verbale di accordo che ripristina, dal 1° gennaio 2017, l'agevolazione tariffaria al personale in servizio che ne fruiva alla data del 30 giugno 1996, secondo le modalità in atto, in attesa di definire una nuova regolamentazione. Restano ancora in sospeso le situazioni riguardanti i pensionati,  per i quali l'azienda si è dichiarata indisponibile al mantenimento dell'agevolazione, e coloro che stanno per andare in pensione.
Per chi è già in pensione la prospettiva non è esaltante: si profila una soluzione conciliativa su base volontaria, sulla falsariga di quanto è avvenuto per i pensionati ex dipendenti Enel.
Secondo TERNA, la platea dei pensionati titolari dell'agevolazione è di circa 1150 unità, il cui rapporto di lavoro è cessato a far data dal 2 novembre 2005 in poi. Non è ancora chiara e resta da definire la situazione di circa altri 1.000 beneficiari, cessati dal servizio nel periodo dal 1° ottobre 1999 al 1° novembre 2005.
TERNA e Organizzazioni sindacali hanno stabilito di incontrarsi di nuovo il 15 novembre 2016.


16/11/2016
Ieri 15 novembre, si è svolto il previsto incontro tra i rappresentanti della Soc. TERNA e delle Organizzazioni sindacali, per il prosieguo della discussione sull'agevolazione tariffaria agli ex dipendenti e superstiti. L'azienda ha prospettato un'ipotesi di soluzione analoga a quella degli ex dipendenti dell'Enel che prevede, a fronte dell'abolizione dell'agevolazione, di una somma sostitutiva come da tabella allegata all'accordo Enel. A tale somma si dovrebbe aggiungere un ulteriore importo - da quantificare - in ragione della soppressione attuata unilateralmente da TERNA, a partire da luglio 2016, senza avvisare i beneficiari.
Le parti hanno fissato un nuovo incontro per il prossimo 29 novembre.   



24 settembre 2016

Lo sconto tariffario agli ex dipendenti TERNA



Continua a rimanere sospesa la questione della mancata applicazione dello sconto sui consumi di energia elettrica agli ex dipendenti TERNA, in conseguenza della disdetta da parte dell’Enel del contratto di servizio che consentiva l’applicazione dell’agevolazione tariffaria direttamente sulla bolletta. Com’è ormai noto, i pensionati ex TERNA che fruivano dell’agevolazione si sono accorti della sua soppressione, quando recentemente hanno ricevuto dall’Enel l’ultima bolletta periodica a tariffa intera, senza alcun preavviso da parte del loro ex datore di lavoro o del fornitore.
L’incontro del 19 settembre tra le organizzazioni sindacali degli elettrici e la Società TERNA, convocato per trovare una soluzione al problema, ha avuto carattere interlocutorio, poiché l’azienda ha evitato di manifestare le sue intenzioni al riguardo.
La conferma viene dalla lettura del comunicato del 23 settembre 2016, emesso dalle organizzazioni dei lavoratori elettrici. Tuttavia, il comunicato, benché redatto in perfetto sindacalese, sembra voler trasmettere ai pensionati TERNA il seguente messaggio: la soppressione dell’agevolazione non è soltanto un’ipotesi teorica. Gli approfondimenti che Terna sta facendo potrebbero preludere a un allineamento dell’azienda alla decisione già adottata dall’Enel per i suoi ex dipendenti. Inoltre, il fatto stesso che le organizzazioni sindacali abbiano posto (bontà loro) il problema della rappresentanza dei pensionati, costituisce un’implicita conferma dell’ipotesi che i contatti in corso tendano ad indirizzare la trattativa verso una soluzione che non contempli la possibilità di estendere - con le necessarie modifiche di carattere applicativo - ai circa 1.150 pensionati ex dipendenti TERNA la procedura utilizzata per lavoratori in servizio.

Le nostre sono semplicemente delle ipotesi, che scaturiscono dalla lettura del comunicato sindacale. Speriamo che restino tali e che i colleghi di Terna non si trovino, entro poco tempo, nella stessa situazione degli ex dipendenti Enel.


14/10/2016
Purtroppo, la nostra ipotesi che TERNA avrebbe seguito le orme dell'Enel, in tema di agevolazione tariffaria sui consumi di energia elettrica agli ex dipendenti, non era campata in aria.
Infatti, è arrivata puntualmente la disdetta degli accordi in materia da parte dell'azienda, notificata alle organizzazioni sindacali dei lavoratori elettrici FILCTEM/CGIL, FLAEI/CISL e UILTEC/UIL con lettera raccomandata del
 13 ottobre 2016, prot. RUO n. 748 .








19 agosto 2016

Nel 2018 l’addio al mercato tutelato dell’energia

L'iter del disegno di legge sulla concorrenza


Nella vicenda della soppressione dello sconto agli ex dipendenti Enel si è spesso parlato anche della cessazione del mercato tutelato dell’energia elettrica e del gas, prevista per il 2018.
Come è noto, la nuova disciplina in materia è contenuta nel disegno di legge sulla concorrenza in corso di esame. Secondo l’iter parlamentare, il disegno di legge dovrebbe ricevere l’approvazione del Senato, in seconda lettura, entro i primi di ottobre per poi tornare alla Camera per il via libero definitivo.
Pertanto, se non interverranno variazioni, il 1° luglio 2018 (questo il termine stabilito dal provvedimento) segnerà l’addio definitivo al mercato tutelato e la migrazione di tutti i consumatori verso il mercato libero. 
Il disegno di legge prevede, tra le altre disposizioni, misure a favore delle famiglie in condizioni di disagio economico e l’aumento della vigilanza e delle informazioni a tutela dei clienti finali dell’energia elettrica e del gas. Tali misure dovranno essere definite in un decreto del Ministero dello sviluppo economico, al fine di assicurare il passaggio dei clienti dal mercato tutelato al mercato libero secondo meccanismi che garantiscano la trasparenza e la concorrenza. Ciascun fornitore del servizio di maggior tutela, a partire dal gennaio 2017, dovrà fornire ai propri clienti adeguata informazione in vista del superamento dell’attuale sistema tariffario. 

  



06 giugno 2016

Un pensionato Enel racconta la sua esperienza per ottenere l’importo una tantum per la soppressione dello sconto energia

Sono pensionato Enel dal 1996. Ho seguito tutte le fasi di quell'accordo tra Sindacati e Enel (accordo non autorizzato da nessuno) e purtroppo per motivi familiari ho deciso di accettare quella transazione. Vorrei però fare alcune considerazioni sull'andamento di questa vicenda che mi sta infastidendo molto: a parte il fatto degli indirizzi errati dei CAF, nell'ultima raccomandata venivano indicati quelli giusti, corrispondenti alle Regioni di appartenenza (io vivo a Mantova pertanto Lombardia).
Ho contattato il CAF di Mantova CGIL per fissare l'appuntamento, chiedendo contemporaneamente quale importo mi sarebbe stato chiesto per lo svolgimento della pratica, la risposta è stata che nulla era dovuto. Il giorno.23 maggio, recandomi con altri 3 ex colleghi per la compilazione del mandato di conciliazione, mi veniva riferito che nulla era dovuto se eravamo iscritti al Sindacato, altrimenti vi era da pagare. In un primo momento ho contestato tale richiesta, poi per evitare discussioni ho accettato con il proposito intimo di dare immediata disdetta non appena conclusa la pratica. Quello che mi infastidisce notevolmente è che questo iter si dilunga in modo seccante, perché chiedendo al CAF ho saputo che prima dovranno completare tutte le richieste, poi inviarle all'Enel; l'Enel dovrebbe inviare tutti i verbali per la stipula definitiva, poi dovremmo essere richiamati di nuovo per un’altra firma. Io non capisco tutte queste lungaggini burocratiche: non era sufficiente inviare a casa di ognuno un modulo da completare e rispedire per raccomandata? Secondo me ci giocano dentro Sindacati ed Enel, così costringono con un ricatto morale ad aderire al Sindacato, ma questo è un gioco che durerà poco. Il fatto più grave è che questo maledetto bonus chissà quando ci verrà erogato. Sono tutti in combutta per fregare i pensionati; questa è la mia amara considerazione!

                                                                     Filiberto Crema via e-mail




La coraggiosa denuncia del collega non richiede commenti. È così eloquente che esige solo risposte. Le esige innanzitutto dall’Enel e dalle Organizzazioni sindacali di categoria, che hanno sottoscritto il contestato accordo sulla soppressione dello sconto sull’energia elettrica. 
Le esige anche dall’Organizzazione cui fa capo il CAF al quale si è rivolto il Signor Crema, che avrebbe richiesto l’iscrizione al sindacato o - in mancanza - il pagamento di una somma non precisata per la trattazione della sua pratica.
Se si verificano fatti come quello descritto dal collega, nessuno può far finta di nulla.
p.f.






10 aprile 2016

Lo sconto tariffario approda nelle aule giudiziarie

di Prospero Figundio -

La soppressione della riduzione tariffaria sull’energia elettrica agli ex dipendenti e loro superstiti, attuata da Enel dal 1° gennaio 2016, approda nelle aule giudiziarie. Con il deposito dei ricorsi, la vertenza passa all’esame dei Tribunali, cui numerosi interessati hanno deciso di rivolgersi per far valutare la condotta dell’Enel che, stracciando i patti, ha espropriato gli ex dipendenti e i superstiti del loro diritto, senza offrire come contropartita un’adeguata compensazione, in analogia al trattamento riservato ai dipendenti in servizio. Il tutto si è consumato con il consenso delle organizzazioni sindacali dei lavoratori elettrici, le quali hanno sottoscritto uno pseudo accordo con l’Enel, pur consapevoli di non rappresentare in alcun modo gli ex lavoratori in pensione, né tanto meno i loro superstiti, e perciò di non avere titolo a contrattare un diritto individuale appartenente a ciascuno dei soggetti interessati.   
Delle tante cose dette sull’argomento nelle migliaia di post pubblicati sui social network o nelle assemblee convocate dai sindacati dei pensionati, una prevale su tutte le altre: la reazione corale dei pensionati contro un’operazione di pura convenienza economica camuffata da finti scopi sociali, di cui tutti (Enel e organizzazioni sindacali), dal loro punto di vista, rimarcano il risultato e ne traggono beneficio. Tutti, tranne chi ne paga il conto, anche salato: gli ex dipendenti Enel in pensione, persone i cui diritti non meritano alcuna tutela e possono essere tranquillamente cancellati. Questo è il significato pratico dell’accordo sottoscritto dall’Enel e dalle Organizzazioni sindacali il 27 novembre 2015.

I diritti non meritano tutela da parte dell’ANSE, che si limita ad esprimere lo sconcerto e il malcontento dei soci. È del tutto evidente che nel caso specifico prevalga, su ogni altro interesse, solo quello di salvaguardare il sostegno economico dell’Enel, “attesa la natura della nostra Associazione che opera con il patrocinio e i finanziamenti largamente maggioritari dell’Azienda”, come dichiara il Presidente dell’ANSE nella riunione dell’Assemblea nazionale 9-10 dicembre 2015. Una sorta di “do ut des”, di scambio, che non pensiamo esista nelle intenzioni e nell’agire dell’Enel, ma che il Presidente dell’ANSE sembra voglia accreditare con la sua dichiarazione. 

Di tutela dei diritti da parte dei sindacati non è il caso di parlarne. Sono prive di qualsiasi consistenza le motivazioni addotte dai sindacati dei lavoratori elettrici a sostegno del proprio comportamento ed appare penoso e contraddittorio il tentativo dei sindacati dei pensionati confederali porre riparo, in qualche modo, ad una situazione irrimediabile. La posizione altalenante dei sindacati di stare da una parte e dall’altra non è nuova, ma stavolta è intollerabile. Comunque sia, alla fine vien fuori che anche i CAF (Centri di Assistenza Fiscale) di CGIL, CISL, UIL, UGL prenderanno parte all’operazione, perché presteranno l’assistenza necessaria per la firma del verbale in base al quale l’Enel poi corrisponderà - a chi accetta - l’importo lordo una tantum previsto nella tabella allegata all’accordo 27 novembre 2015.
Lo dice espressamente una nuova raccomandata che l’Enel sta inviando in questi giorni a tutti gli ex titolari dello sconto tariffario, con allegato un elenco di CAF dislocati sul territorio cui gli interessati dovrebbero rivolgersi. Peccato che l’elenco dei CAF allegato alla lettera non è sempre quello giusto, visto che in alcuni casi gli interessati sono invitati dall’Enel a rivolgersi a CAF con sede in regione diversa da quella in cui risiedono, distante parecchie centinaia di chilometri. Se non è una questione di rinverdire le conoscenze di geografia dimenticate da qualcuno, come pensiamo,  è certamente segno di scarsa attenzione (o di pressapochismo?) nel trattare la questione.

Nulla dice la lettera dell’Enel in tema di compenso dovuto al CAF per l’assistenza alla firma del verbale. Per questo motivo è legittimo domandare se il compenso sarà a totale carico dell’Enel, oppure anche chi richiede l’assistenza dovrà pagare la propria quota, e in tale eventualità in che misura. Per fugare ogni equivoco e prevenire eventuali intollerabili speculazioni, sarebbe bene comunicarlo agli interessati.  






04 marzo 2016

Abolizione riduzione tariffaria sull'energia elettrica - interrogazioni parlamentari

Pubblichiamo - per dovere di cronaca - i testi delle interrogazioni presentate da parlamentari in merito alla decisione dell'Enel di sopprimere la riduzione tariffaria spettante agli ex dipendenti. 
A parte l'interesse elettorale dei presentatori, non pensiamo che le interrogazioni possano avere effetti concreti sulla decisione adottata dall'Enel. Al massimo imporranno all'Enel l'obbligo formale di fornire al Governo la motivazione della propria posizione, che verosimilmente riproporrà gli stessi argomenti utilizzati nella lettera di disdetta degli accordi, la cui evidente inconsistenza non può non essere sottoposta al vaglio dei giudici.



ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12197
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 575 del 23/02/2016
Destinatari
Ministero destinatario:
·        MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
·        MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
·        MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 23/02/2016
Stato iter: 
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta
 4-12197
presentato da
RAMPELLI Fabio
testo di
Martedì 23 febbraio 2016, seduta n. 575
  RAMPELLI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: 
i lavoratori in quiescenza delle aziende elettriche hanno diritto a fruire di una riduzione della tariffa ordinaria per l'utenza elettrica del proprio domicilio;
 
il diritto si applica in attuazione di una espressa disposizione contrattuale che era in vigore durante il periodo nel quale i medesimi hanno prestato servizio presso le aziende;
 
la conservazione del diritto all'applicazione della riduzione di tariffa ai consumi elettrici per il dipendente cessato dal servizio – e per il coniuge eventualmente a lui superstite – deriva da un espresso obbligo contrattuale derivante dal contratto collettivo di lavoro in vigore al momento della cessazione del servizio, ed è stato mantenuto come obbligazione civilistica tra le parti anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro e quindi anche a fronte di eventuali modifiche contrattuali successivamente intervenute;
 
per alcuni dipendenti la conservazione del diritto alla riduzione di tariffa sui consumi elettrici è stata oggetto di espressa condizione, tra le altre, perché accettassero la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro rispetto al raggiungimento del limite di età, ed è stata ribadita dall'azienda con comunicazioni inviate a tali dipendenti successivamente alla cessazione dal servizio;
 
in merito a tale diritto è intervenuta anche la Corte di cassazione che ne ha ribadito la natura di «beneficio di natura retributiva nella forma di retribuzione differita», ovvero come parte del «patrimonio individuale del lavoratore alla stregua di un vero e proprio diritto quesito, insuscettibile di essere revocato unilateralmente dalla controparte»;
 
in data 12 ottobre 2015 la società Enel spa ha comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria la disdetta unilaterale dell'applicazione della riduzione tariffaria sui consumi in essere ai dipendenti in quiescenza;
 
in data 27 novembre 2015 la medesima società ha concordato con i rappresentanti di alcune organizzazioni sindacali che, per i dipendenti in quiescenza, la riduzione tariffaria in favore dei medesimi dipendenti o dei coniugi superstiti fosse sostituita dalla erogazione di una somma in denaro rapportata all'età dell'ex dipendente;
 
numerosi ex dipendenti, avuta notizia dell'intendimento della società Enel di disdire unilateralmente l'obbligo contrattuale in essere, hanno diffidato formalmente l'azienda a non procedere in tale intento;
 
ciononostante l'Enel in data 31 dicembre 2015 ha comunicato ufficialmente, a mezzo lettera raccomandata, agli interessati la disdetta unilaterale dell'obbligazione in essere –:
 
se il Governo sia informato di quanto esposto in premessa, e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze e anche in ragione della partecipazione statale in Enel, intenda assumere in merito.
 
(
4-12197)



SENATO DELLA REPUBBLICA 
Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 585 del 3/3/2016


Interrogazioni orali con carattere d’urgenza ai sensi 
dell’articolo 151 del Regolamento

FASANO - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - 

Premesso che:
- i lavoratori in quiescenza delle aziende elettriche hanno diritto a fruire di una riduzione della tariffa ordinaria per l'utenza elettrica del proprio domicilio applicabile nel limite di una sola utenza per dipendente o ex;
- la riduzione si applica nel limite di 7.000 KWH o di 2.500 KWH di consumo annuo in base alla data di assunzione;
- il diritto si applica ai lavoratori in quiescenza, in attuazione di un'espressa disposizione contrattuale in vigore al momento del prestato servizio;
- la conservazione del diritto all'applicazione della riduzione al dipendente cessato dal servizio deriva da un impegno siglato nel contratto collettivo di lavoro in vigore al momento della cessazione del servizio e mantenuto come obbligazione civilistica tra le parti anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro;
considerato che:
- la conservazione del diritto alla riduzione di tariffa sui consumi elettrici è stata altresì ribadita dall'azienda ed è stata oggetto anche di espressa condizione, tra altre, perché alcuni dipendenti accettassero la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro prima del raggiungimento dei limiti di età;
- lo stesso diritto è stato ribadito dalla stessa azienda con comunicazioni inviate al dipendente in quiescenza dopo la cessazione del servizio;
- il diritto è stato oggetto, in casi analoghi, di pronunce giurisprudenziali della suprema Corte di cassazione che ha ribadito la natura di tale diritto quale "beneficio di natura retributiva nella forma di retribuzione differita" ovvero come parte del "patrimonio individuale del lavoratore alla stregua di un vero e proprio diritto quesito, insuscettibile di essere revocato unilateralmente dalla controparte";
- in data 12 ottobre 2015 Enel SpA ha comunicato alle oganizzazioni sindacali di categoria la disdetta unilaterale dell'applicazione della riduzione tariffaria sui consumi ai dipendenti in quiescenza;
- in data 27 novembre Enel ha raggiunto un accordo con rappresentanti di alcune organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori in servizio (Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil), pattuendo che, per i dipendenti in quiescenza, la cessazione delle erogazioni del diritto a fruire per sé e per il coniuge, per sempre, venisse sostituito dall'erogazione di una tantum rapportata all'età dell'ex dipendente;
- numerosi ex dipendenti, avuta notizia dell'intendimento di disdire unilateralmente l'obbligo contrattuale in essere, con formali diffide, hanno invitato l'azienda a non procedere in tale intento;
- Enel SpA, nonostante gli inviti-diffide, nell'immediatezza del 31 dicembre ha comunicato con lettera raccomandata agli interessati la disdetta unilaterale dell'obbligazione,
si chiede di conoscere:
- se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della violazione unilaterale dell'azienda Enel nei confronti dei propri ex dipendenti;
- se non ritengano di intervenire sulla circostanza che sedicenti rappresentanti sindacali dei lavoratori in servizio assumano la rappresentanza degli ex lavoratori senza averne diritto e delega, prestandosi così a fornire avallo e supporto alla condotta strumentale dell'azienda, almeno illegittima se non anche illegale;
- quali valutazioni diano della condotta dei rappresentanti dell'azienda, ovvero se la condotta stessa sia coerente con l'obbligo di correttezza sancito dal codice etico dell'azienda;
- quali iniziative intendano assumere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, in considerazione del fatto che, con la sentenza n. 24533 del 30 ottobre 2013 la suprema Corte di cassazione, sezione Lavoro, confermando la decisione della Corte d'appello di Napoli, sentenza n. 6325/2009, aveva riconosciuto agli ex dipendenti il diritto di continuare ad usufruire dal 1° luglio 2004 dell'erogazione del gas a tariffa ridotta, così come previsto dagli accordi aziendali del 15 febbraio 1980 e del 17 dicembre 1984, in perfetta analogia al caso della tariffa elettrica di cui si tratta.
(3-02638)




Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12389
presentato da
MAESTRI Andrea
testo di
Lunedì 7 marzo 2016, seduta n. 584

ANDREA MAESTRIBRIGNONECIVATIMATARRELLI e 

PASTORINO 

 

Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   a partire dal 31 dicembre 2015 Enel s.p.a., con una raccomandata ai diretti interessati, ha ufficializzato il cessato riconoscimento delle agevolazioni tariffarie sull'energia elettrica riservate agli ex-dipendenti ed ai superstiti;
   la decisione unilaterale è stata presa nonostante le agevolazioni fossero contemplate nell'articolo 33 del contratto collettivo di lavoro Enel del 21 febbraio 1989, negli accordi sindacali del 1o dicembre 2000, del 31 dicembre 2003 e del 14 febbraio 2008, quale «quota parte del salario versato in modo differito»;
   Enel sostiene che «in considerazione del mutato scenario di riferimento, tale agevolazione di fonte collettiva non risulta più in linea con l'evoluzione del mercato (...) e tenuto conto che tali benefici non sono più riconosciuti da tempo ai dipendenti in servizio»;
   a ottobre 2015, Enel ha comunicato alle principali associazioni sindacali del settore la disdetta della regolamentazione collettiva sulle agevolazioni tariffarie per gli ex dipendenti in quiescenza, determinando, come era prevedibile, immediate manifestazioni di insoddisfazione che hanno indotto la società a concordare con i sindacati, il 27 novembre 2015, la liquidazione compensativa di una somma forfettaria da versare a ciascun pensionato, una sorta di indennizzo per l'agevolazione di cui essi si vedevano privati dal 2016. L'importo di tale somma è variabile a seconda della fascia di età di appartenenza (dai 6.000 euro per i sessantenni, a circa duemila euro per gli ultraottantenni);
   ad avviso degli ex-dipendenti Enel, lo sconto in bolletta non rappresenta un'agevolazione, come l'hanno definita i vertici della società, bensì una quota parte del salario differito, quindi parte della retribuzione che l'Enel, quando era ancora ente pubblico; successivamente quando è avvenuta la privatizzazione, l'Enel si è impegnato a corrisponderlo sotto forma di agevolazione tariffaria. Per molti ex-dipendenti, inoltre, la riduzione di tariffa ha rappresentato uno dei benefit perché accettassero la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro rispetto al raggiungimento del limite di età;
   partendo da questo presupposto, che poggia le sue basi negli accordi firmati in passato in sede di contrattazione collettiva, i pensionati dell'Enel manifestano l'intangibilità di tale trattamento (lo sconto in bolletta), poiché esso rappresenterebbe un vero e proprio diritto, di fronte al quale l'azienda non ha il potere di porre in essere atti autoritativi unilaterali che portino alla sua cancellazione;
   la Corte di cassazione, in risposta ad una questione analoga e menzionando anche Enel, con sentenza n. 24533 del 30 ottobre 2013, in merito alla soppressione dei benefici tramite revoca o disdetta dei relativi accordi, ha affermato che: «in ogni caso, non possono venire lesi i diritti intangibili dei lavoratori, derivanti dalla pregressa disciplina più favorevole, entrati in via definitiva nel patrimonio dei lavoratori medesimi», ribadendo la natura di «beneficio di natura retributiva nella forma di retribuzione differita», ovvero come parte del «patrimonio individuale del lavoratore alla stregua di un vero e proprio diritto quesito, insuscettibile di essere revocato unilateralmente dalla controparte»;
   è facile ipotizzare, pertanto, che la questione si protrarrà ancora per qualche tempo, anche perché l'accordo sottoscritto da Enel con le organizzazioni sindacali, oltre a presentare problemi generali di natura giuridica, attiene a specifici riflessi di natura fiscale e contributiva ai fini previdenziali. Infatti, dal punto di vista fiscale, l'importo previsto dall'accordo in sostituzione della riduzione tariffaria entra a far parte del reddito imponibile del pensionato nel caso decidesse di accettarlo, nell'anno in cui è corrisposto, sommandosi alla pensione e agli eventuali altri redditi del soggetto, e quindi tassato ai fini Irpef;
   ad avviso degli interroganti, si pongono per l'ennesima volta in discussione i diritti di chi ha lavorato tutta la vita e si assiste alla supremazia del volere più forte sul più debole, poiché saranno molte le persone anziane che accetteranno poche migliaia di euro subito, piuttosto che avventurarsi in una battaglia legale dalle tempistiche incerte;
   lo Stato italiano, tramite il Ministero dell'economia e delle finanze, è il principale azionista di Enel s.p.a., con il 25,50 per cento del capitale sociale –:
   se i fatti narrati in premessa corrispondano al vero e, nell'eventualità positiva, se e come il Governo intenda rispondere, anche in virtù della sua partecipazione in Enel, alle legittime richieste degli ex-dipendenti e dei superstiti di Enel s.p.a. e se non ritenga opportuno, nell'ambito delle proprie competenze, assumere tutte le possibili iniziative utili alla revoca della decisione unilaterale assunta dalla società elettrica. (4-12389)




10 gennaio 2016

Tutela dell’anziano, quante chiacchiere


“Incontro tra Enel ed Anse: passato, presente e futuro”. Con questo titolo il Notiziario Anse n. 3/2015 riporta il resoconto dell’incontro tra una Delegazione dell’Enel e i rappresentanti dell’ANSE a livello nazionale e regionale, avvenuto il 26 giugno del 2015. Lo stesso resoconto si premura di far sapere ai lettori che (riportiamo testualmente): “…Enel ed Anse si sono incontrati a Roma allo scopo di attualizzare reciproche conoscenze e rinsaldando i legami: un’Azienda proiettata al futuro che continua a valorizzare il proprio passato e le donne e gli uomini che hanno lavorato nelle Aziende Elettriche private, nell’Ente di Stato e nella nuova S.p.A.”.
Non per dissacrare il testo e il titolo dell’articolo in questione, ma, alla luce di quanto accaduto, sembra di stare su “Scherzi a parte”.

Poche semplici riflessioni. È verosimile che a fine giugno Enel stesse già preparandosi ad attuare la decisione di sopprimere l’agevolazione tariffaria agli ex dipendenti, ma i suoi rappresentanti all’incontro con l’ANSE evitano accuratamente qualsiasi accenno al progetto in cantiere. Di qui la domanda: ma Enel e ANSE non avevano organizzato – riteniamo di comune accordo - l’incontro con lo scopo di attualizzare le reciproche conoscenze? Il misterioso silenzio osservato sull'argomento, nonostante alcune voci di corridoio, si spiega solo con l'intenzione di voler servire a freddo la polpetta avvelenata (in senso metaforico) in corso di preparazione.
In effetti, il 12 ottobre successivo, le voci di corridoio si materializzano con l’arrivo della disdetta dell’Enel, che fa esplodere l’ira e la legittima reazione degli ex dipendenti. Chi non si scompone di fronte alla grave lesione dei diritti (che peraltro mina alla base uno dei principi fondanti dell’ANSE, lo “spirito di appartenenza”) è il Presidente nazionale dell’Associazione, il quale sceglie di non esprimere alcuna posizione – anche cauta – in difesa della quasi totalità degli iscritti che egli rappresenta. Non solo, ma il sagace Presidente, assecondato evidentemente dal Comitato direttivo nazionale, dimentica anche che l’ordinamento dell’Associazione si basa sulla democrazia e omette di investire della questione l’Assemblea nazionale, massimo Organo deliberante dell’Associazione (dopo il Congresso), nonostante la straordinarietà e la delicatezza della situazione. In casi di tale rilevanza, il passaggio è obbligatorio, oltre che opportuno. La valutazione e la gestione collegiale della vicenda non ne avrebbero cambiato l’esito, ma avrebbero avuto, se non altro, 
effetto sul suo corso, manifestando la vicinanza dell’Associazione agli iscritti e contribuendo probabilmente a svelenire il clima.

In definitiva, quanto accaduto in occasione di questa ed altre vicende di estrema importanza per gli interessi dei soci, mette a nudo un aspetto inconfutabile: la completa rinuncia dell’Associazione ad esercitare il suo ruolo. Lo hanno rilevato pubblicamente, talvolta con durezza, anche diversi soci. Se ne saranno accorti i responsabili?






Nella pagina Documentazione sono pubblicati documenti normativi e riferimenti giurisprudenziali riguardanti la riduzione tariffaria sull'energia elettrica.


04 gennaio 2016

Abolizione dello sconto: un provvedimento illegale

di Pasquale Cutino -

La soppressione dello sconto sull’ energia elettrica, a danno degli ultimi beneficiari, merita qualche più attenta riflessione circa le modalità con cui è avvenuta e le persone che sono state colpite non tanto per il danno economico, ma soprattutto perché si è spezzato quel filo che idealmente li legava ancora all’azienda. Il mio dire forse risulterà incomprensibile a tutte quelle persone che oggi sono interessati prevalentemente ai problemi di natura economica, tralasciando quelli che appartengono ai sentimenti e alla storia di coloro che hanno vissuto per circa quarant’anni all’interno dell’ Azienda. Dai numerosi commenti dei lettori del blog “Anse fuori dal coro”, a fronte degli articoli pubblicati in merito alla soppressione del benefit, emerge un profondo rammarico per l’atteggiamento assunto dall’Enel che costringerà parecchi di noi a ricorrere ad azioni giudiziarie per la difesa di un diritto ampiamente consolidato nel tempo. E’ lo stesso atteggiamento autoritario e violento assunto dal governo a fronte del provvedimento sulla perequazione delle pensioni, che interessa tutti i pensionati, ove la delibera della Consulta, massimo organo di garanzia legislativa, viene aggirata con altro provvedimento sulla cui costituzionalità sono sorti dubbi molto seri, che hanno indotto molti pensionati ad intraprendere azioni legali per renderlo non operativo. 

Di fronte a tutti questi esempi, che si poggiano non sul diritto, ma sulla violenza del diritto, nessuna associazione che pretende di tutelare i pensionati ha speso una parola. I dirigenti centrali e periferici, con il loro silenzio, hanno fatto da sponda a istituzioni e persone che hanno violato le leggi fondamentali dello stato di diritto, dando una veste di credibilità ai provvedimenti presi. Neanche l'ANSE, di fronte a problemi così sentiti dai soci, ha avvertito il dovere di convocare l’Assemblea nazionale, massimo organo deliberante dell'Associazione (dopo il Congresso);  ma visto che il Comitato direttivo nazionale ha colpevolmente omesso di farlo, spettava ai componenti dell’Assemblea stessa chiederne la convocazione, avvalendosi dello Statuto, per valutarli collegialmente e per deliberare un atteggiamento condiviso. Invece, hanno scelto di non gestire le diverse situazioni, similmente al capitano e all’equipaggio che rinunciano a governare la loro nave in mezzo alla tempesta. 

L’Enel giustifica la sua decisione partendo dalla perdurante crisi economico-finanziaria dell’intero sistema produttivo che implica significative ripercussioni sui costi. Di conseguenza gli oneri derivanti dalle agevolazioni tariffarie, agli ex dipendenti e superstiti, assumono una tale valenza da non essere più sopportati nel mutato quadro di mercato concorrenziale. Motivazione quanto mai strumentale e oggi usata e abusata per la liquidazione di ogni problema che comporti risvolti di natura economica ove i diritti acquisiti non hanno più alcun valore e si possono con grande facilità disconoscere. Questo scenario, decisamente avverso ai pensionati, mi fa pensare ai fiumi di parole che vengono spesi, inutilmente nei convegni indetti con la pretesa di insegnare agli anziani come devono invecchiare. E’ opportuno che queste risorse vengano impiegate per l’unica attività fiorente in queste associazioni, quella conviviale.

A questo punto vale la pena ricordare di che pasta è fatta la generazione che ha subìto il provvedimento dell’Enel. E’ quella generazione di lavoratori che ha accompagnato l’Ente nel non facile cammino che va dalla nazionalizzazione (1962) alla privatizzazione e alla liberalizzazione del mercato elettrico (decreto Bersani 1999),  che da monopolista elettrico pubblico è divenuto un operatore energetico multinazionale attivo in oltre 40 paesi di quattro continenti: grazie anche a queste solide radici, oggi è sempre leader nel campo energetico. Questi ex lavoratori, di ogni livello e grado, si sono trovati spesso a gestire impianti elettrici provenienti da piccole aziende familiari nazionalizzate. Impianti obsoleti e in condizioni spesso non conformi alle norme antinfortunistiche e per tenerli in esercizio, finché non vennero ricostruiti totalmente nuovi, si richiedeva notevole impegno sia dei tecnici che delle maestranze e una dose consistente di perizia e ingegnosità. Affermazioni non mie ma del prof. Castronuovo, già ordinario di storia contemporanea all’Università di Torino, nel volume “I cinquant’anni dell’Enel” pubblicato nel 2012 . E’ la generazione che gestì l’elettrificazione rurale per estendere il servizio elettrico a una miriade di piccoli borghi e di case sparse nelle campagne. Si calcolò allora che più di due milioni e mezzo di abitanti con residenze permanenti erano ancora privi di energia elettrica o non ne disponevano a sufficienza. Non fu un impegno di poco conto specialmente per gli operativi gestire quegli impianti con trenta classi di tensione diverse sulle linee di media tensione e circa diecimila tipi di apparecchiature e materiali diversi. Una vera unica e grande riforma strutturale che apportò grandi benefici al nostro Paese. Questa generazione è quindi portatrice di una storia significativa dell’Enel intrecciata con quella economica della nazione, ma oggi questi valori, molto diversi da quelli in voga, non hanno più alcun peso per chi ha in mano le leve decisionali, che non ha esitato a distruggerli rinnegando i patti sottoscritti per conseguire un vantaggio economico non certamente in favore della collettività, ma solo a beneficio dei profitti di una multinazionale.





Nella pagina Documentazione sono pubblicati documenti normativi e riferimenti giurisprudenziali riguardanti la riduzione tariffaria sull'energia elettrica.








31 dicembre 2015

Un socio scrive al Presidente nazionale dell'ANSE

Il Dr. Armando Garofalo, socio ANSE, ha indirizzato al Presidente nazionale e ai responsabili periferici dell'Associazione la seguente lettera, che ci ha autorizzato a pubblicare. 



"Tremestieri Etneo, 31 dicembre 2015

Al Dott. Franco Pardini Presidente ANSE
Viale Regina Margherita, 125
00198 R O M A

e p.c. Ai Presidenti delle Sezioni Territoriali ANSE
LORO SEDI

e p.c. Ai Responsabili di Nucleo ANSE Sicilia
LORO SEDI

ABOLIZIONE SCONTO ENERGIA A PENSIONATI E SUPERSTITI ENEL

Scrivo questa mia lettera nella qualità di socio dell’ANSE, con una anzianità d’iscrizione certamente fra le più “antiche” (sin dal 1971, allora UGLAE). Voglio riferirmi alla vicenda connessa alla recente abolizione dello sconto sull’energia a pensionati e superstiti ENEL.
Sin dalla disdetta unilaterale dell’ENEL del 12/10/2015, l’ANSE nazionale non ha assunto alcuna posizione. Soltanto qualche sporadica iniziativa a livello periferico per informativa o per trasmettere la lettera di “vibrata protesta” da parte delle OO.SS. Qualche Responsabile di Nucleo riferiva di speranze connesse ad un suo “autorevole” intervento nei confronti dell’ENEL a favore dei pensionati, molti dei quali iscritti all’Associazione. Erano chiaramente degli illusi!
Chi la conosce sa che lei è stato (per ultimo, da Direttore Centrale del Personale), e sempre sarà, un uomo “fedele” all’azienda, la quale, in virtù della sua indiscussa affidabilità, ha “caldeggiato” ogni volta la sua vigile presenza sulle varie poltrone (ANSE, ARCA, FISDE, ecc.). Non vi potevano essere, pertanto, dubbi sul fatto che, dovendo scegliere fra gli interessi dell’ENEL e quelli dei soci ANSE, lei avrebbe certamente abbandonato questi ultimi. Difatti, per tutto il periodo, il silenzio dell’ANSE è stato veramente “assordante”, deludendo le aspettative di migliaia di iscritti ed anche di Presidenti territoriali (vedi, ad esempio, il caso del Friuli Venezia Giulia).
Ma il massimo è stato raggiunto con la sua lettera del 18/12/2015 prot. n. 185!
Il tenore della stessa è veramente scandaloso! Dopo uno sterile accenno informativo, difatti si traduce in un chiaro invito ad accettare l’elemosina offerta dall’ENEL, perchè “l’attivazione di procedure giudiziarie preclude la possibilità di aderire alla transazione” e che “qualora si concludano negativamente per i nostri soci, li esporranno alla perdita dell’importo una-tantum, senza quindi alcuna misura compensativa”. Nessuna, neanche velata, critica all’accordo-truffa, stipulato tra chi non ha più il potere di togliere un diritto ormai acquisito e chi non ha alcuna legittima rappresentatività dei pensionati e superstiti. Si tace sul fatto che la “riportata” minaccia di perdere il diritto all’una-tantum è quasi certamente priva di fondamento giuridico. Il tenore della sua nota rispecchia e riporta parzialmente (anzi, sembrerebbe quasi scritta da lui) quello della lettera a firma del “Responsabile delle Risorse Umane di ENEL Italia, 
Dr. Quaranta, che, in questi giorni, stanno ricevendo tutti gli interessati, come regalo di Buon Natale e per un Felice Anno Nuovo.
Pur comprendendo che l’ANSE ha il “patrocinio ENEL”, lei ha probabilmente confuso il termine con “padroncino”.
L’art. 2 alla lettera c) dello STATUTO ANSE prescrive, fra gli “scopi sociali”, quello di “TUTELARE LA DIGNITA’ DEI PROPRI ASSOCIATI E PROMUOVERE LE PIU’ OPPORTUNE INIZIATIVE A SALVAGUARDIA DEI LEGITTIMI INTERESSI MATERIALI E MORALI DEI SOCI”.
E’ ovvio che, al di là di gite e momenti conviviali o piccole convenzioni locali, fornibili anche dai tanti club-service esistenti, sono i momenti di vera tutela che dovrebbero realmente differenziare dalle altre l’Associazione dei Seniores ENEL. Con il suo atteggiamento, lei è stato consenziente e compartecipe dell’offesa alla dignità dei soci e dell’aggressione ai loro legittimi interessi.
A mia memoria, nella storia dell’ANSE, non si era mai verificato un fatto di tale gravità!
Siffatta pesante inadempienza statutaria deve, a mio avviso, comportare azioni conseguenti e per ciò richiamo l’intervento degli organismi statutariamente a ciò deputati.
Richiedo, pertanto, che lei RASSEGNI IMMEDIATAMENTE LE DIMISSIONI DA PRESIDENTE ANSE e con lei tutti i rappresentanti degli organismi centrali e territoriali che hanno partecipato e/o condiviso tale comportamento associativo inadeguato.
E’ chiaro che, in caso contrario, moltissimi soci, ed io per primo, non potranno sentirsi adeguatamente rappresentati e non confermeranno l’adesione sin dal prossimo anno, facendo, così, ricadere su di lei la responsabilità morale e materiale della disgregazione dell’ANSE.
Le richiedo, altresì, che questa mia lettera, e l’eventuale sua risposta, vengano pubblicate sul NOSTRO notiziario periodico, così che tutti gli associati possano venirne a conoscenza e giudicare.
Ma so che quasi certamente questa mia richiesta resterà vana.
Distinti saluti.
                                                                     (Dr. Armando Garofalo)"