15 aprile 2017

L'editto di Roma

La contestata ristrutturazione della rete territoriale dell’ANSE, predisposta dagli organi centrali, ha stimolato, oltre agli addetti ai lavori, anche molti soci, che si sono sforzati di comprendere i veri motivi che sono alla base del progetto. Sull’argomento, il socio Antonio Rita, iscritto alla Sezione Basilicata, ha indirizzato al Presidente nazionale dell’Associazione la lettera aperta che pubblichiamo insieme alla risposta di quest’ultimo.
Lasciamo ai lettori il compito di valutare tutti gli aspetti della questione e trarre le loro conclusioni. Qui ci limitiamo a poche semplici considerazioni, suggeriteci dalla lettura della risposta del Presidente nazionale.
L’ipotesi di ristrutturazione, definita eufemisticamente “progetto”, è nella sostanza un vero e proprio ordine esecutivo senza spazi di interpretazione; è un’imposizione unilaterale di volontà che esclude ogni possibilità di interloquire. La conferma viene anche dalla perentoria frase finale della risposta presidenziale, che fuga eventuali dubbi residui: “Osservo poi, conclusivamente, che il progetto di ristrutturazione è stato approfonditamente discusso dai massimi Organi associativi che - me lo consenta - credo dispongano della giusta prospettiva per adottare le decisioni del caso.” Detto in termini meno aulici, liquida il socio, che ha avuto l’ardire di motivare il perché oltre 500 soci della Sezione Basilicata sono demoralizzati e delusi e chiedere al Presidente una mediazione e una fase di riflessione per comporre le lacerazioni emerse, con un messaggio sottinteso: non hai le basi e la competenza per fare osservazioni di questa natura. 

Quanto alle finalità dichiarate della ristrutturazione, in virtù della quale “la reintroduzione della specularità della “rete” associativa all’attuale organizzazione dell’Azienda (in primis di E - Distribuzione) combinata ad una fase successiva tesa a favorire un rinnovamento culturale dei quadri direttivi”, rileviamo prima di tutto che la definizione di “quadri direttivi”, tanto cara al Signor Presidente, è adatta a contesti aziendali e non a un'associazione. La terminologia assume un rilievo importante in questo caso, perché evidenzia un modo di considerare i titolari di cariche associative a dir poco singolare. Non si tratta, infatti, di quadri direttivi, bensì di rappresentanti dei soci, cioè di soci scelti dalla comunità associativa a rappresentarla attraverso libere elezioni. Piaccia o no al Signor Presidente - non ci troviamo di fronte a funzionari o comunque a subordinati, selezionati in base a criteri stabiliti unilateralmente dall’imprenditore, ma di persone che accedono alle cariche sociali per mandato elettivo conferito dai soci, i quali ne conoscono e ne valutano la probità, l’esperienza, le capacità e anche il bagaglio culturale. La differenza è sostanziale.
Per tornare al rinnovamento culturale dei rappresentanti dei soci, è chiaro a tutti che si tratta di un’asserzione priva di significato, non essendoci alcun nesso con la ristrutturazione della rete territoriale della dell’Associazione. Notiamo soltanto che gli attuali degni e stimati rappresentanti dei soci, sarebbero - secondo il presidenziale pensiero - praticamente poco idonei a svolgere il loro ruolo, non possedendo la necessaria capacità di aggiornarsi culturalmente. Gli interessati possono essere più che soddisfatti di tanta considerazione! 
Ai soci ANSE della Sezione Basilicata resta invece l’obbligo di chiedersi come mantenere gli impegni più importanti che la Sezione aveva in programma per i prossimi anni. E sapranno trovare la soluzione, ne siamo certi.


La lettera di Antonio Rita

                                      
                                                        Al Sig. Presidente Nazionale dell’ANSE

Sig. Presidente,
sono un iscritto  della Sezione ANSE Basilicata e Le scrivo  queste poche righe per manifestare  un profondo convincimento di contrarietà, condiviso non solo da tutti i soci della Basilicata ma anche da molti di altre Sezioni, alla proposta di  “accorpare” le Sezioni delle Regioni più piccole a quelle più grandi.
L’Associazione che Lei presiede è percepita dai soci come una “Istituzione” importante non solo perché tiene vivo nel tempo il senso di appartenenza alla “grande famiglia ENEL” che ha svolto, e continuerà a farlo, un ruolo decisivo nello sviluppo della nostra nazione, ma anche perché le singole Sezioni regionali ANSE hanno esperienze e competenze tali per “trattare” tematiche specifiche del territorio di appartenenza.
La “modernizzazione” di un’istituzione non può avvenire con un atto di “imperio”, ma viene preceduta sempre da una fase “costituente” dove i singoli sono protagonisti del nuovo progetto proprio per scongiurare imposizioni dall’alto. Quando questa via non è interamente percorsa, significa che si sta preparando la “morte” della stessa istituzione.
Nelle Regioni più piccole e, quindi, anche in Basilicata, il “Suo Progetto” è inteso da molti non solo come un “ridimensionamento del ruolo” ma come un esplicito invito a “scomparire per non arrecare disturbo”. A noi Lucani, cittadini di periferia, la storia ha insegnato che l’iter dei “forti” segue una sua standardizzazione: prima porta all’isolamento, segue la marginalizzazione e, infine, ha come ultima meta l’annullamento.  
Il nostro “no” unanime non La vuole irritare ma solo far riflettere se è il caso di privarci di uno strumento importante ( la nostra Sezione), del Suo personale contributo e di quello di tutta l’ANSE proprio nel momento in cui molti soci stanno maturando idee su come  e con quali progetti partecipare a “Matera 2019” e  con quali proposte tentare di  incidere sulla pianificazione energetica della Regione d’Italia (Basilicata), più ricca di petrolio ma molto povera, degradata e senza prospettive per il futuro.  
Tuttavia, se Lei è convinto  che, in pratica, nulla cambierà a livello di autonomia decisionale nonostante il declassamento della Sezione a Nucleo, dobbiamo prendere atto che si vuole attuare un ampio progetto geopolitico in cui le periferie non devono “avere parola”. Non possiamo rinunciare alla nostra Sezione ANSE proprio perché  si è intrapresa la via peggiore per noi Lucani cioè quella che “isola, emargina, annulla”. La saluto con rispetto.
Potenza, 10/04/2016
                                                                Antonio Rita - socio della Sezione ANSE Basilicata


...e la risposta del Presidente nazionale 















19 marzo 2017

La tassazione del compenso in natura, secondo Enel e INPS

Per Enel e INPS i pensionati avrebbero fruito della riduzione tariffaria sull'energia elettrica anche nel 2016








In questi giorni, numerosi ex dipendenti Enel in pensione apprendono dalla Certificazione Unica 2017, rilasciata dall’INPS, di aver percepito nel 2016 un compenso in natura, riferito evidentemente al controvalore della riduzione tariffaria sull’energia comunicato all’INPS dall’Enel, soggetto erogante. Ovviamente, l’Ente previdenziale ha assoggettato a tassazione tale controvalore (se d’importo superiore a € 258,23), calcolando il conguaglio IRPEF per l’anno d’imposta 2016, trattenuto poi sulla rata della pensione di marzo 2017.
È superfluo dire che ciò suscita legittime perplessità, non avendo gli interessati fruito nel 2016 di alcun compenso in natura, dal momento che la riduzione tariffaria in questione è stata cancellata per iniziativa dell’Enel e si è estinta il 31 dicembre 2015. Quindi, il dato riportato nella Certificazione Unica 2017 non corrisponde alla realtà.
Qualcuno obietterà che potrebbe trattarsi del controvalore residuo, riferito all’ultima bolletta a tariffa ridotta emessa a gennaio 2016, per il consumo di energia elettrica effettuato fino al 31 dicembre 2015 non fatturato con le bollette precedenti, ma i conti non tornano ugualmente, perché l’importo indicato dall’INPS come compenso in natura dovrebbe in tal caso corrispondere a quello dello sconto dichiarato dall’Enel sulla bolletta di chiusura 2015. Purtroppo, in diversi casi non è così, perché sulla Certificazione Unica è riportato un importo maggiore.
Le leggi fiscali in materia sono chiare e dovrebbero essere osservate da tutti i soggetti, Enel e INPS compresi. Tanto per cominciare, l’art. 23 comma 3 del D.P.R. n. 600 del 1973, stabilisce che i sostituti d’imposta devono effettuare le operazioni di conguaglio il 28 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta, prendendo in considerazione tutti i compensi di lavoro dipendente o assimilati erogati nell’anno di riferimento. Sono compresi, ai sensi dell’art. 51 del T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), i compensi di competenza dell’anno appena concluso, se erogati entro il 12 gennaio del nuovo anno, in base al cosiddetto principio di cassa allargato. Pertanto, i compensi che non rientrano temporalmente nei parametri suddetti sono considerati redditi arretrati e quindi devono essere assoggettati a tassazione separata.
Nel caso in esame non sussiste alcun ogni dubbio che il controvalore della riduzione tariffaria sui consumi dell’anno 2015, non incluso dall’INPS nel conguaglio fiscale sulle pensioni erogate dell’anno d’imposta 2015, effettuato entro il 28 febbraio 2016, debba essere considerato compenso arretrato e come tale assoggettato al regime di tassazione separata, come per legge.
Legge probabilmente non rispettata, stando ai fatti; non sappiamo se dall’INPS o dall’Enel, oppure da entrambi.
Urge una risposta da parte dei soggetti direttamente coinvolti (Enel e INPS), ma anche dall’Agenzia delle Entrate, affinché non siano sempre i contribuenti a pagare. Contribuenti pensionati, che nel frattempo si sono attivati o si stanno attivando per vederci chiaro, affinché, come sovente accade, la vicenda non finisca nel nulla, nel senso che “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdàmmoce 'o ppassato, ……………”.



Riporto il commento postato del collega Roberto Botta, che scrive:


Caro Prospero, Cari colleghi tutti, non appena ho visto la trattenuta sia sulla pensione di marzo sia sul CUD 2017, ho cercato di capire cosa era successo in pratica.
E ora, cerco di spiegarvi l'arcano mistero, anticipandovi, però, che questa volta l'Enel ha fatto i calcoli giusti del controvalore 2016, ha trasmesso detto valore all'Inps e quest'ultimo lo ha inserito nella voce "AH - Valori delle erogazioni liberali in natura e dei compensi in natura comunque erogati"... determinando, ahinoi, la giusta tassazione, come negli anni precedenti.
Il controvalore riportato nel CUD 2017 è pari alle seguenti voci:
Sconto riportato nell'ultima bolletta del 2015 + Sconti (riportati nei "dettagli" della prima bolletta del 2016) sia per la "Quota Energia (Energia+Dispacciamento+Componente di Perequazione)" sia per la "Quota energia" (Quota Variabile), entrambe relative all'ultimo periodo del 2015).
Riporto, per completezza di informazione, i valori riportati sulle mie bollette (ultima 2015 e prima 2016):
1) Sconto riportato nell'ultima bolletta del 2015 = 325,83 euro;
2) Energia+Dispacciamento+Componente di Perequazione (riportati in bolletta 2016, ma relativi al 2015)= 10,10 euro
3) Quota Variabile (riportata in bolletta 2016, ma relativa al 2015) = 22,01 euro.
Pertanto, il totale del controvalore, rilevato controllando le mie bollette, è pari a 357,94 euro.
Il totale del controvalore, riportato nel CUD 2017, è pari a 359,70 euro.
Certo, c'è una differenza di 1,76 euro NON RILEVABILI IN ALTRE VOCI, ma può darsi che trattasi di tasse, accise, ecc... come valori "nascosti", valori a cui non sono potuto risalire, ma, con molta onestà... posso affermare che ci siamo coi calcoli, anche se con una leggerissima differenza a mio sfavore.
Pertanto, non mi sembra il caso di allertare l'Enel, l'Inps, l'Agenzia delle Entrate con inutili domande, ricorsi, telefonate, ecc, perchè... questa volta... purtroppo... hanno ragione loro!!..
Saluti a tutti.

                                                                      Roberto Botta



.......e la mia risposta



Caro Roberto, mi dispiace contraddirti, ma non hanno ragione. La questione da me sollevata è di natura fiscale e riguarda la tassazione del controvalore della riduzione tariffaria applicata su fatture emesse dall'Enel nell'ultimo periodo del 2015. Poiché si tratta dell'erogazione in natura riferita senza ombra di dubbio all'anno d'imposta 2015, non può essere inclusa tra i redditi del 2016, ma - secondo la legge - è considerata reddito arretrato soggetto a tassazione separata. 
Del resto, anche la ricostruzione del conteggio che ti riguarda conferma che la legge fiscale non è stata rispettata; infatti lo sconto di € 325,83 riferito nell'ultima bolletta del 2015 è stato tassato come reddito 2016, pur trattandosi di un reddito arretrato, di competenza dell'anno d'imposta precedente, da assoggettare a tassazione separata. 
Il mancato rispetto della legge si traduce concretamente in una maggior prelievo d'imposta sul reddito del pensionato contribuente, con evidente danno per l'interessato. 
La chiamata in causa dell'Agenzia delle Entrate, oltre che degli attori principali della vicenda (Enel e INPS), perciò non è fatta a caso. Poi, se le legittime proteste di chi è stato danneggiato saranno inutili e rimarranno senza esito, non mi meraviglierò, perché in Italia, come spesso accade, la legge del più forte prevale sulla legge scritta.
Un saluto a te e tutti i colleghi.

                                                             Prospero Figundio


segue nei commenti

16 febbraio 2017

Ricordo di Paolo Castellani, padre fondatore dell'ANSE


La scomparsa dell’Avvocato Paolo Castellani suscita grande tristezza in tutti quelli che lo hanno conosciuto e apprezzato, sia nella veste di alto dirigente dell’Enel e sia come dirigente nazionale dell’ANSE, di cui fu uno dei padri fondatori e grande animatore.  
Anch’io ho avuto il privilegio di conoscerlo tanti anni or sono e poi di godere della sua amicizia e dei suoi consigli; perciò l’emozione non mi rende facile il compito di scrivere queste modeste righe per ricordare la sua nobile figura e la sua profonda umanità.
La sua grande saggezza, frutto delle sue alte capacità intellettuali e del suo valore professionale, ne caratterizzavano la sua personalità e la sua autorevolezza. L’Avvocato Castellani, come usavamo chiamarlo, è stato per l’ANSE sempre un punto di riferimento importantissimo, anche quando ha scelto di rinunciare a ricoprire cariche sociali a causa del progredire dell’età, preferendo continuare la sua militanza come semplice e fedele iscritto e interessandosi sempre alle vicende dell’Associazione. 
Rendo omaggio al caro amico e, unendomi nella preghiera, esprimo, anche a nome di tanti soci ANSE, il cordoglio alla famiglia, e in particolar modo alla figlia Chiara, medico missionario, splendido esempio di solidarietà umana e di dedizione al prossimo.
                                                                                           
                                                                                           Prospero Figundio






07 febbraio 2017

La dichiarazione dei redditi 2017

Prime informazioni su Certificazione Unica e Dichiarazione 2017 precompilata

a cura di Stefano Di Vincenzo

Consegna del modello CU2017 (ex CUD)
La Certificazione Unica, cioè il modello CU 2017, dovrà essere consegnata dal sostituto d’imposta a lavoratori e pensionati entro il 31 marzo 2017 (nel 2016 il termine era fissato al 28 febbraio) o entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro. La certificazione contiene i dati dei redditi corrisposti, delle ritenute effettuate e versate e - se ricorrono le condizioni - i dati previdenziali riferiti all’anno 2016.
Il modello CU2017 sarà inviato o messo a disposizione in formato elettronico. L’interessato avrà sempre facoltà di richiederlo in formato cartaceo.

Modelli 730/2017 e REDDITI 2017Persone fisiche (ex Unico) precompilati
I modelli 730/2017 e Redditi 2017PF precompilati saranno a disposizione dei contribuenti muniti di credenziali di accesso (PIN) sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate o sull’apposita sezione del sito internet INPS dal 15 aprile 2017.
Dal successivo 2 maggio sarà possibile accettare senza modifiche o modificare la dichiarazione dei redditi e trasmetterla direttamente all’Agenzia delle Entrate.
I contribuenti potranno, in alternativa, rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza fiscale) per presentare la dichiarazione.

Novità
Rispetto al 2016, con la dichiarazione dei redditi precompilata 2017 arrivano alcuni cambiamenti. I modelli 730 e RedditiPF 2017 (ex UnicoPF) precompilati, infatti, contengono, oltre alle spese mediche e farmaceutiche, i dati riguardanti le spese per farmaci da banco e a quelle per assistenza specifica (ad esempio le prestazioni fornite da ottici, fisioterapisti e parafarmacie). Ovviamente, contengono anche i dati già noti al fisco rivenienti dalla dichiarazione dell’anno precedente, quali, ad esempio, i redditi immobiliari e le eventuali detrazioni in corso per ristrutturazioni edilizie.
Il termine ultimo per la trasmissione per via telematica della dichiarazione precompilata - con o senza modifiche - è stato posticipato dal 7 al 
23 luglio 2017; poiché il 23 luglio cade di domenica, il termine effettivo slitta al 24 luglio 2017. È bene rimarcare che tale termine vale soltanto per i contribuenti che si avvalgono del 730 precompilato e presentano la dichiarazione dei redditi in modo autonomo e per via telematica. 
Per tutti quelli, invece, che presentano la dichiarazione dei redditi in modo cartaceo, oppure tramite CAF o professionisti abilitati, la scadenza per la presentazione resta fissata al 7 luglio 2017. Caf e professionisti abilitati potranno avvalersi della scadenza del 24 luglio anche per i 730 tradizionali solo a condizione che abbiano già trasmesso al fisco l’80% dei modelli entro la scadenza del 7 luglio 2017.








01 febbraio 2017

ANSE, chi l’ha vista?


Non volevamo crederci, ma il documento che ci è stato mostrato parla chiaro: l’ANSE non ha la sua sede legale in Viale Regina Margherita n. 125 del comune di Roma. L’Ufficiale Giudiziario addetto all’Ufficio Unico presso la Corte di Appello di Roma, recatosi all’indirizzo suddetto per consegnare un atto destinato all’ANSE, ha infatti certificato, nella “Relazione di notificazione” del 16/12/2016, l’impossibilità di eseguire la notifica “poiché, da informazioni assunte sul posto, il predetto risulta non avere la sede presso Enel S.p.A. come mi dichiara il Sig.[….] imp.to Enel.”  
All’incredulità iniziale è subentrato lo sconcerto, perché è noto a tutti che la sede legale dell’ANSE è da oltre dieci anni all’indirizzo sopra indicato, nel palazzo dell’Enel, nel quale, peraltro, è ospitata la Sezione ANSE del Lazio. La riportano tutti i documenti ufficiali dell’Associazione ed è piuttosto singolare che gli addetti ai servizi dell’Enel non sappiano nulla.  
In ogni caso, non ci interessa indagare sui motivi che hanno indotto l’impiegato dell’Enel a dichiarare quanto riportato dall’Ufficiale Giudiziario. Pensiamo che si sia trattato di un errore, anche perché siamo certi che l’Associazione, di cui facciamo parte, non ricorre a metodi conosciuti dai furbi e dal malaffare per non farsi trovare. Tuttavia, non possiamo sottovalutare la gravità dell’episodio, inammissibile in un’Associazione di dimensione nazionale. Il fatto che l’ANSE risulti “irreperibile” presso la sua sede legale fa emergere seri dubbi sul funzionamento dell’organizzazione associativa e chiama in causa gli amministratori - in primis il Presidente - che ne sono responsabili. Una seria analisi della situazione associativa, di cui quanto accaduto rappresenta solo un episodio, dovrebbe indurli, al di là delle loro certezze, a valutare con onestà intellettuale il proprio operato e i risultati ottenuti, traendone le relative conseguenze.  




14 gennaio 2017

La giravolta


Tra i numerosi commentatori della sentenza n. 2953/2016, emessa dal Tribunale di Milano in materia di soppressione della riduzione tariffaria agli ex dipendenti Enel, non manca la FLAEI che, nel divulgare il documento, coglie l’occasione per esprimersi con malcelata soddisfazione in favore della decisione assunta da detto Tribunale.
Si accoda, a ruota, l’ANSE, la quale, senza sforzarsi, non trova di meglio che riprodurre integralmente sul suo Foglio Informativo n. 1/2017 la sintesi riportata in testa alla circolare FLAEI. Evidentemente pensare costa fatica!
Quanto alla FLAEI, che oggi sposa in pieno i motivi della citata sentenza, osserviamo sommessamente che qualche anno fa era di tutt’altra opinione. Infatti, nella circolare n. 31 del 14/2/2014, la citata Organizzazione e il Sindacato Pensionati CISL scrivevano congiuntamente, a commento della sentenza della Corte di Cassazione n. 24533 del 30 ottobre 2013, che: […] “il beneficio a favore dei pensionati” (lo sconto sull’energia elettrica – n.d.r.) […] “rappresenta un diritto individuale intangibile e non revocabile, salvo specifico accordo tra il singolo pensionato e l’Ente Erogatore.” Una giravolta simile non si era mai vista.
Orbene, non vogliamo disconoscere a chicchessia il diritto di cambiare opinione, però non possiamo accettare che chi cambia opinione abbia l’impudenza di continuare a pontificare secondo le proprie convenienze!

05 gennaio 2017

ANSE in tribunale


A conclusione del mio post pubblicato su questo blog il 29 settembre 2016, sotto il titolo “Se l'esercizio del diritto di critica comporta l’espulsione dall’ANSE”, ponevo alcuni interrogativi, tra i quali il seguente:
“È normale che per difendersi da accuse infondate e infamanti occorre farsi assistere da un avvocato, e non basta appellarsi all’Organo di garanzia statutaria (Collegio dei Probiviri), ma è necessario procedere per via giudiziaria?”
A questo quesito gli organi centrali dell’ANSE (Presidenza, Comitato direttivo e Assemblea nazionale) non hanno mai dato una qualsivoglia risposta, perché evidentemente ritengono che il loro comportamento sia adamantino e perciò esente da qualsiasi censura, tanto da poter affrontare anche un procedimento giudiziario, da cui sperano di uscire vittoriosi. Beati loro, vien da dire, aggiungendo subito che una dirigenza più accorta e meno sprezzante, dovrebbe sempre avvertire la responsabilità di saper gestire la vita associativa con imparzialità e nel rispetto delle regole della democrazia. Purtroppo, i fatti dimostrano il contrario.
Quanto sia stata equilibrata ed imparziale la gestione dell’annosa vicenda della Sezione Sicilia, che, tra l’altro, ha portato all’estromissione dall’Associazione del sottoscritto e di un altro socio, è cosa nota ed è inutile tornarci sopra, visto che ora dovrà occuparsene il giudice.
È spiacevole dover constatare che, a causa della presunzione senza limiti della sua dirigenza, prossima alla temerarietà,  l’Associazione debba difendersi in un’aula di tribunale per aver adottato due provvedimenti di espulsione ingiusti e lesivi delle regole statutarie, oltre che contrari al comune buon senso.
L’atto di citazione per la revoca di detti provvedimenti è stato depositato al Tribunale di Roma,  presso cui  è stata fissata la prima udienza del procedimento per il prossimo 10 aprile 2017.
                                                                                                                                                                                                                                           Giuseppe D’Arrigo



02 gennaio 2017

Una ristrutturazione dell’Anse che non piace

di Pasquale Cutino

La letterina di Natale scritta da alcuni soci dell’Anse, in risposta alla cartolina di auguri di Franco Pardini, suscita alcune riflessioni. In primo luogo, richiama alla mente una canzone in voga oltre cinquant’anni fa che, tra il serio e il canzonatorio, evidenziava alcuni momenti di esaltazione dei capi. E’ opportuno precisare che all’autore della cartolina vanno i miei più sinceri  ringraziamenti per il gentile pensiero e gli auguri per il nuovo anno. Avrei gradito che la stessa fosse inviata anche a nome dell’Anse e non solo del suo rappresentante. La mia ironia, che può sembrare esagerata, nasce dal fatto che assistiamo in continuazione, nella gestione dell’Associazione, a diversi esempi di egocentrismo e dimentichiamo che faticosamente si è arrivati a formulare lo statuto attuale dell’Anse, nato da quello dell’Uglae, attraverso continui aggiustamenti e confronti tra le diverse realtà regionali; ancora ora occorrerebbe continuare quest’azione di modifica al fine di pervenire ad una struttura solidamente  democratica, in grado di affrontare in maniera coerente tutte le problematiche che pongono i soci e che nascono dall’esercizio quotidiano della gestione dell’associazione. Quando osserviamo, invece, che gli sforzi di tanti anni di lavoro vengono disattesi e interpretati in maniera da evidenziare solo l’autoaffermazione di una sola persona, nasce in chi ha seguito l’associazione fin dalle sue origini, una legittima reazione a questa deriva. 
Gli organi istituzionali previsti dallo statuto e dal regolamento elettorale vanno onorati e non ignorati. Ad esempio nel verbale della riunione dei Probiviri del 16 Maggio 2014, in merito ad un quesito posto da alcuni soci dell’Anse Campania  relativo all’applicazione corretta del regolamento elettorale, evidenziato dagli stessi con la nota del 28 Aprile 2014, il Collegio ha ritenuto di non poter formulare alcuna valutazione stante il silenzio normativo dei testi sociali, auspicando per la soluzione del caso un’integrazione statutaria da parte degli organi associativi a ciò deputati. Fino a questo momento non mi risulta esserci stata alcuna iniziativa atta ad onorare l’invito rivolto dal Collegio dei Probiviri. Questo comportamento da Ponzio Pilato ha fatto prevalere in sostanza la tesi sostenuta da elementi che hanno adoperato un linguaggio scurrile minaccioso e violento.
Debbo ritenere che tale comportamento sia una scelta voluta che agevola chi non ha alcuna voglia di applicare i testi sociali e che l’aver ridotto l’attività dell’Associazione, in alcune aree, solamente alla stipula di convezioni e all’organizzazione di gitarelle, ci abbia completamente allontanati dagli intenti istituzionali dell’Anse, a cui l’Enel dette, alla sua nascita, tutto il suo appoggio materiale, ma soprattutto morale. Era compito di coloro che si sono avvicendati nella conduzione dell’Anse, operare sempre in autonomia ed in coerenza con questi intenti, senza alcuna necessità di legare la struttura territoriale dell’ANSE a quella dell’Enel, perché le esigenze organizzative dell’Associazione sono del tutto diverse da quelle dell’Enel. Sintetizzando: è normale che la fine del monopolio abbia imposto all’Enel di modificare anche radicalmente le strutture che la nostra generazione aveva contribuito a creare, per adeguarle alla innovazione tecnologica e alle più pressanti esigenze dei clienti; di contro non risponde ad alcun senso logico eliminare alcune strutture territoriali ANSE, solo allo scopo di rendere la rete territoriale dell’Associazione speculare a quella del’Enel. 
Non occorre essere dei veggenti per concludere che l’eliminazione di un consistente numero strutture periferiche dalla rete Anse darà l’avvio ad un progressivo e lento impoverimento dell’Associazione. Tutto il rispetto per come si vuole ristrutturare l’Enel, ma occorre tener presente che gli obiettivi della nostra Associazione sul territorio sono ben diversi da quelli dell’Enel.          


       

19 dicembre 2016

Letterina (aperta) di Natale

Egregio Signor Presidente,

          anche noi, come altri soci ANSE, abbiamo ricevuto la cartolina celebrativa con i suoi auguri per le imminenti festività natalizie, che ci affrettiamo a ricambiare.

Con la franchezza che ci contraddistingue, aggiungiamo che l’inusuale invio personalizzato degli auguri, ancorché motivato dalla celebrazione del venticinquennale dell’ANSE, sembra un’operazione di comunicazione, peraltro piuttosto datata, diretta a promuovere l’immagine del suo Presidente.  Infatti, la “card” augurale contiene tutti gli elementi che concorrono ad accreditare questa ipotesi: c’è la foto di Roma maestosa con il suo biondo Tevere, che evoca la grandezza, e non manca la frase suggestiva da rimanere impressa nella mente, che afferma il fiero proposito di fare della storia dell’ANSE la piattaforma su cui costruire il futuro. (?) Insomma, c’è tutto il necessario per comporre un bel quadretto epico, che riporta alla memoria un periodo della nostra fanciullezza, quando c’era ancora il capo che incarnava tutta la nazione e ne tracciava il destino.
  
E, dulcis in fundo, c’è il suo messaggio augurale autografo con l’incipit, ahinoi, alquanto vanaglorioso: “Per i nostri primi venticinque anni vissuti insieme”. Perdoni l’ardire, Signor Presidente, ma non le pare di aver esagerato nell’intestarsi  tutti i venticinque anni della storia dell’ANSE, pur sapendo che lei non ha avuto né arte né parte nei primi quattordici anni di vita dell’Associazione, dalla quale si è tenuto ben lontano? Salvo a scoprire, nella seconda metà dell’anno 2005, che l'iscrizione era uno dei requisiti necessari per poter presentare la candidatura alla carica di Presidente dell’ANSE,  che le era stata offerta e alla quale fu eletto nel Congresso nazionale svoltosi a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre dello stesso anno.  Converrà, quindi,  che  il richiamo ai “nostri venticinque anni vissuti insieme” denota un egocentrismo fuori luogo, che sarebbe stato opportuno reprimere, almeno in questa occasione. Il senso della realtà avrebbe dovuto consigliarle maggiore sobrietà, se non altro per rispetto all’intelligenza dei tanti soci della prima ora, che in tutti i venticinque anni trascorsi hanno accordato la loro fiducia all’ANSE (purtroppo, tradita negli ultimi tempi), e soprattutto in omaggio a coloro che ebbero la felice intuizione e il merito di far nascere l’Associazione.  

         Com’è d’obbligo, chiudiamo la nostra letterina di Natale promettendo di non fare i birichini e di essere buoni. Buoni  sì, ma non féssi!
   
Con i migliori saluti,
     
Stefano Di Vincenzo - Prospero Figundio - Federico Memo - Giuseppe Monaco


                                                           

08 dicembre 2016

Considerazioni di un socio sull’ipotesi di ristrutturazione dell’ANSE

Premessa
Con nota n. 223 del 1° dicembre 2016, indirizzata ai Presidenti di Sezione, l’ANSE ha reso ufficialmente noto un documento con un’ipotesi di ristrutturazione della sua organizzazione territoriale, formulata a livello centrale, da esaminare nella riunione ordinaria dell’Assemblea nazionale convocata, con lettera n. 207 dello scorso novembre 2016, per il 13 e 14 dicembre 2016. Il che significa chiaramente che l’ipotesi sarebbe stata oggetto solo di valutazione, ma non di deliberazione da parte di detto organismo. Invece, con successiva nota n. 225 del 6 dicembre 2016, vale a dire una settimana prima della riunione dell’Assemblea, il preannunciato esame è stato trasformato in “esame ed approvazione”, attraverso l’irrituale modifica dell’ordine del giorno originariamente previsto.
La citata nota n. 223 precisa testualmente che “In tale documento viene osservato - ed il principio è condiviso dal Comitato direttivo nazionale - a che <è altamente auspicabile sia ripristinata sollecitamente una organizzazione territoriale dell’Associazione speculare a quella aziendale prendendo a riferimento prioritariamente la “rete” di E- Distribuzione>".
In sintesi, l’ipotizzata ristrutturazione prevede la soppressione di 8 Sezioni, che sarebbero accorpate a quelle della regione vicina, aventi sede nelle stesse città in cui sono ubicate le “Direzioni territoriali Enel”. Prevede altresì la soppressione di 64 Nuclei, il cui numero si ridurrebbe a 96, rispetto agli attuali 160.

Considerazioni
Il primo rilievo che scaturisce dalla lettura del documento suddetto riguarda l’impostazione dell’ipotesi, che sembra ispirata a cogliere un unico obiettivo e cioè quello di "ripristinare" (?) la specularità dell’organizzazione territoriale ANSE a quella aziendale, motivandola con la “[…] lontananza, anche conoscitiva, dell’Azienda di oggi, che si concretizza in una diffusa labilità di rapporti, isola nei fatti le Strutture ANSE sul territorio e, oltre a rendere praticamente estremamente problematica qualunque seria azione di proselitismo, fa rimontare spesso a livello nazionale la trattazione di modesti problemi legati al funzionamento associativo che potrebbero essere risolti più celermente ed efficacemente sul territorio, con un’adeguata interlocuzione con le Strutture territoriali aziendali.”
Le esigenze dei soci e la stessa sopravvivenza dell’Associazione nei territori interessati dalla ristrutturazione non sembrano interessare molto i vertici dell’Associazione.

Non occorrono particolari argomenti per dimostrare l’inconsistenza della motivazione citata; bastano poche riflessioni. Innanzitutto, l’asserita diffusa labilità di rapporti non dipende dalla “lontananza, anche conoscitiva dell’Azienda […]", che sarebbe causa dell’isolamento delle strutture ANSE. Gli operatori ANSE sul territorio conoscono bene la situazione e non possono condividere quest’analisi piuttosto superficiale. A livello territoriale, i rapporti tra rappresentanti ANSE e rappresentanti Enel, molto spesso, si giovano di conoscenze personali e le difficoltà d’interlocuzione non dipendono dalla mancanza nella stessa città di una “Direzione territoriale Enel”. Semmai vanno ricercate nella scarsa considerazione che molte strutture territoriali Enel hanno dell’ANSE, la quale non è accreditata, contrariamente a quanto vuol far credere, come una delle “istituzioni sociali” dell’Enel, ma è spesso percepita, a livello territoriale, semplicemente come un rispettabile raggruppamento di lavoratori in pensione, privo di qualsiasi considerazione in ambito aziendale. La labilità di rapporti, quindi, ha ben altre origini e la soluzione non può essere la soppressione delle Sezioni nei capoluoghi di regione ove non è dislocata una “Direzione Territoriale Enel”.
Vivaddio, i rapporti “istituzionali”, quando esistono, si possono intrattenere attraverso i tanti mezzi di comunicazione a disposizione e, all’occorrenza, con qualche visita del Presidente di Sezione al Responsabile Enel nella sua sede di lavoro. Peraltro, non si può enfatizzare l’occasionale trasferimento a livello nazionale di modesti problemi di funzionamento, per utilizzarlo a sostegno della soppressione di una Sezione.

Quanto alla tesi che l’isolamento delle strutture ANSE renderebbe problematica qualsiasi azione seria di proselitismo, è appena il caso di rilevare che essa non è collegata alla presenza di una “Direzione territoriale Enel”, bensì alla presenza sul territorio di lavoratori addetti alle diverse attività svolte da una o più aziende del Gruppo Enel. Ed è incontrovertibile la circostanza che nelle regioni in cui si vuol sopprimere la Sezione ANSE esiste comunque un vasto bacino di lavoratori Enel in servizio, oltre che di lavoratori in pensione e loro superstiti, cui rivolgere tale azione. Oltretutto, proprio alcune di dette Sezioni hanno fatto registrare recentemente adesioni di lavoratori in servizio, a ulteriore dimostrazione che non vi è alcun nesso tra il presunto “isolamento” delle strutture ANSE e l’azione di proselitismo. Si tratta, invece, di proporre iniziative idonee a sollecitare l’interesse del personale in servizio nei confronti dell’ANSE. Cito per tutte a titolo di esempio - e solo perché ne ho conoscenza diretta – l’attività in tal senso della Sezione Basilicata.

Inoltre non può essere invocata a sostegno della soppressione delle Sezioni un’ipotetica riduzione di costi. È un’idea sbagliata. Infatti, nelle città capoluogo di regione, allo stato attuale, il locale, gli arredi e le attrezzature d’ufficio sono condivisi da Sezione e Nucleo, il quale comunque avrebbe bisogno di continuare a fruirne, anche in mancanza della Sezione, per funzionare normalmente, salvo che non si voglia mandare tutti a casa o prospettare una soluzione diversa che al momento non s’intravede.

Un’altra critica all’ipotesi di ristrutturazione nasce dal fondato sospetto che si voglia imporre un progetto che le rappresentanze di base dovrebbero solo accettare con l’approvazione formale. Tale sospetto è avvalorato dall’insistente “pressione”, esercitata nei confronti delle Sezioni sotto forma di auspici, al fine di far condividere l’ipotesi proposta. In tale direzione sembra orientato anche l’improvviso stravolgimento dell’iter decisionale a livello nazionale, con l’irrituale iscrizione dell’argomento all’ordine del giorno dell’Assemblea del 13 e 14 dicembre 2016. Come testimonia la lettera di trasmissione del progetto, datata 1° dicembre 2016, nella suddetta riunione, era previsto originariamente solo l’esame e non già la sua approvazione, tanto e vero che non figurava tra gli argomenti all’ordine del giorno. Solo in seguito (il 6 dicembre 2016), e nell’imminenza della riunione dell’Assemblea, l’ipotesi è stata iscritta all’ordine del giorno per l’approvazione, sorvolando disinvoltamente sulla circostanza che la rilevante importanza dell’argomento da deliberare e la sua straordinarietà avrebbero imposto la convocazione dell’Assemblea in sessione straordinaria. Nel caso specifico non è stato rispettato neanche il preavviso di un mese, come previsto dallo Statuto e non può ritenersi valida allo scopo la convocazione dell’8 novembre 2016, perché l’argomento non è incluso nell’ordine del giorno originariamente comunicato, né sono stati inviati contestualmente ai membri dell’Assemblea i documenti riguardanti l’ipotesi di cui si tratta, per farne oggetto di deliberazione.

Infine, con riferimento all’inoppugnabile natura straordinaria di un progetto di ristrutturazione di così vasta portata, sono necessari alcuni richiami allo Statuto, la cui osservanza formale e sostanziale deve essere assoluta, per le conseguenze che possono derivare all’Associazione.
Perciò è utile ricordare le disposizioni statutarie di carattere generale e quelle che regolano la materia.
Per quanto riguarda le norme di carattere generale, l’art. 1 dispone al comma 1:
“E’ costituita l'Associazione Nazionale Seniores ENEL - ANSE – Associazione di solidarietà tra dipendenti e pensionati delle Aziende del Gruppo ENEL, con sede legale in Roma, diffusa su tutto il territorio nazionale.”
e al successivo comma 4:
“Le norme sull’ordinamento interno dell’Associazione sono ispirate a principi di democrazia e di eguaglianza di diritti di tutti gli associati.”

Art. 2 - (Soci), comma 2, dispone:
“La qualità di Socio si consegue con l’iscrizione al Nucleo locale (nel testo denominato Nucleo) e con il pagamento della quota sociale e comporta l’incondizionata accettazione delle norme dello Statuto e del Regolamento elettorale.”
Art. 12 - (Organizzazione Territoriale) dispone:
“L’organizzazione territoriale dell’Associazione si articola in Sezioni con competenza di norma sul territorio Regionale, alle quali fanno capo i Nuclei costituiti a livello locale. I criteri di appartenenza al Nucleo sono stabiliti dal punto n.2 del già citato art. 13 il quale dispone che “Ogni Nucleo è composto da un gruppo di Soci accomunati dalla residenza oppure dall’appartenenza o provenienza da unità organizzative del Gruppo ENEL o di Aziende cui siano confluite attività già svolte dal Gruppo ENEL.”

In relazione a quanto precede, si evidenzia che, sul piano giuridico, le associazioni sono delle istituzioni che prendono vita con la stipulazione di un particolare tipo di contratto: il contratto di associazione, che impegna le parti contraenti al momento dell’adesione. L’adesione si perfeziona, secondo i principi generali sulla formazione del contratto, nel momento dell’incontro delle dichiarazioni di volontà dell’aderente e dell’associazione .
Per quanto riguarda specificamente l’ANSE, il patto associativo dispone che l’iscrizione al Nucleo locale è il presupposto esclusivo per conseguire la qualità di socio e il conseguente diritto di far parte dell’organizzazione territoriale prevista dal citato art. 12.
L'iscrizione al Nucleo, dunque, costituisce l'elemento primario delle dichiarazioni di volontà del contratto, che dispiega i suoi effetti su tutti i rapporti che intercorrono tra i contraenti (soggetto aderente e Associazione) .

Per quanto riguarda poi le norme che regolano le modifiche da apportare eventualmente alla struttura dell’organizzazione territoriale, giova richiamare le seguenti norme statutarie.
Art. 13 - (Nucleo) che dispone al comma 4: 
“I Nuclei sono costituiti, accorpati o suddivisi previa delibera dell’Assemblea dei Soci interessati, soggetta a ratifica dell’Assemblea di Sezione e comunicata alla Presidenza nazionale. Nell’ipotesi di accorpamento tra due o più Nuclei le relative delibere devono essere adottate dall’Assemblea di ciascuna unità interessata. […]”.

Art. 18 - (Assemblea di Sezione) che dispone al comma 4: 
“Può proporre all’Assemblea nazionale l’accorpamento con altre Sezioni sulla base dell’istanza in tal senso inoltrata dalle Assemblee della maggioranza dei Nuclei al Comitato di Sezione.”

Tutto ciò significa che lo Statuto assegna ai soci e alle loro rappresentanze di base (Assemblea dei soci, Assemblea e Comitato di Sezione) un ruolo di assoluta preminenza in materia di modifica delle strutture territoriali, rispetto agli altri organi nazionali dell’Associazione, il cui ruolo è sostanzialmente di ratifica delle volontà espresse dalla base. La base associativa, come effettivo “dominus” della situazione, è deputata a deliberare valutando, in piena autonomia e serenità, quali siano le effettive esigenze a livello territoriale e, rispetto all’ipotesi proposta, quali possono essere le conseguenze sulla tenuta complessiva dell’organizzazione, in caso di una sua scriteriata modifica strutturale. Anche nell'ipotesi di ristrutturazione come quella in esame, da cui la base, operosa e spesso silente, che è stata completamente esclusa nella fase preparatoria, salvo a essere coinvolta “al bisogno” - come si usa dire in gergo medico - può ancora, con uno slancio di orgoglio, dire l’ultima parola sull’argomento, con consapevolezza e onestà di giudizio.

In chiusura, è opportuno evidenziare che nell’ANSE ogni tanto si materializza il “pallino” della ristrutturazione della rete territoriale. Già nel 2013, quindi in tempi non lontani, un Gruppo di lavoro costituito nell’ambito del Comitato Direttivo Nazionale e composto di tre membri (Di Vincenzo, Riva e Palmieri), si occupò in particolare dei Nuclei, riaffermando sostanzialmente la validità della rete organizzativa territoriale. La relazione conclusiva dei lavori del Gruppo ottenne l’approvazione prima dello stesso C.D.N. e poi dell’Assemblea Nazionale.
Questo per sottolineare che l’assetto della rete organizzativa territoriale dell’ANSE, pensato dai padri fondatori, conserva la sua attualità, avendo brillantemente superato nel tempo un severo collaudo. Eventuali aggiustamenti a livello locale si possono realizzare, come peraltro è sempre avvenuto, attraverso strumenti ordinari, valutando caso per caso le singole situazioni, senza apportare modifiche a tale assetto, e soprattutto senza ricorrere ad interventi devastanti di cui non si ravvisa la necessità, i quali avrebbero non solo l’effetto di stravolgere l’organizzazione, ma anche di eliminare insieme alle otto strutture organizzative regionali individuate nell’ipotesi, anche la presenza delle comunità associative che in esse si riconoscono.




19 novembre 2016

Voglia di ristrutturare

Le ristrutturazioni, lo sappiamo tutti, sono sempre di attualità. Ci riferiamo, ovviamente, alle ristrutturazioni aziendali, cui spesso fanno ricorso le imprese pubbliche e private per motivi diversi, ma soprattutto economici. Anche l’ANSE farà la sua brava ristrutturazione della rete associativa territoriale, come deciso dal Comitato direttivo nazionale, nella riunione del 30 settembre 2016. Dal verbale diffuso alle strutture regionali proprio in questi giorni, apprendiamo che è stato costituito un “gruppo di studio” con il compito di formulare sollecitamente un’ipotesi attuativa che dovrà riguardare entrambi i livelli dell’organizzazione territoriale e cioè quello regionale (le Sezioni) e quello locale (i Nuclei), poiché la situazione attuale - trascriviamo testualmente - “non è sicuramente in linea con le aspettative di sviluppo dell’Associazione e delle attese aziendali” [dell’Enel (N.d.R.)].
Da tale affermazione emerge che la concezione dell’Associazione da parte di chi la governa, ispirata a un aziendalismo spinto oltre il necessario, è focalizzata quasi esclusivamente su un unico obiettivo, mentre, le aspettative dei soci, che dovrebbero occupare sempre il primo posto tra gli obiettivi da perseguire, sono poco o per nulla considerate, tanto da non meritare, come in questo caso, neppure una menzione nell’impostazione del progetto. Peraltro, l’espresso riferimento alle “attese aziendali”, come uno dei due motivi posti a base della decisione, rafforza l’impressione che l’ipotizzata ristrutturazione della rete associativa territoriale, nei piani dei vertici dell’ANSE, sia indotta e destinata principalmente a soddisfare tale esigenza, ritenuta evidentemente prevalente su tutte le altre.
Poi, quali siano effettivamente le “attese aziendali” di cui si parla, nulla si sa, perché chi ha il compito di informare “il popolo dell’ANSE”, principale soggetto interessato alla ristrutturazione della rete associativa, non ha ritenuto sino ad oggi di doverle rendere note. Di qui la domanda: ma l’informazione è sempre un diritto inalienabile degli associati o è considerata una semplice aspettativa senza obbligo di soddisfacimento?
Altra annotazione. L’impostazione del progetto, il cui studio è stato affidato ai soli Vice Presidenti nazionali, con facoltà di questi ultimi di associare esperti, appare verticistica e poco aperta alla partecipazione, anche perché i principali protagonisti della rete associativa territoriale, i Presidenti di Sezione, non sono stati tenuti in alcuna considerazione per la composizione del gruppo di studio. Dalla presenza diretta di una loro rappresentanza sarebbe venuto un prezioso, quanto necessario, contributo nella fase di elaborazione di un progetto che - secondo le intenzioni - dovrebbe portare non solo alla razionalizzazione della rete dei Nuclei locali, mediante l’accorpamento di quelli non in grado di funzionare a causa della progressiva diminuzione dei soci o per altri motivi, ma soprattutto alla modifica sostanziale dell’attuale rete a livello regionale, la quale, in alcuni casi, potrebbe assumere carattere interregionale, con la soppressione di alcune Sezioni (probabilmente quelle con minor numero di soci), che sarebbero incorporate dalle Sezioni limitrofe. Per dirla in breve, si prospetta una vera rivoluzione.
L’eventuale cancellazione del livello regionale nella rete ANSE delle realtà territoriali numericamente minori, avrebbe un impatto sicuramente negativo sul corpo sociale interessato, poiché nell’ANSE il livello regionale è un punto di riferimento importantissimo per la comunità associativa, i cui rapporti si basano essenzialmente sulla consolidata conoscenza personale tra i suoi membri, che è rimasta l’unico e insostituibile fattore di aggregazione.
Si tratta, quindi, di una questione molto delicata e importante, da affrontare con cautela, seguendo un percorso più aperto alla partecipazione, nella piena consapevolezza dei riflessi che può avere sull’Associazione. Il percorso ipotizzato sembra prefigurare, invece, una soluzione calata dall’alto, foriera di divisioni destinate ad alimentare la crescente sfiducia dei soci, originata dall’evidente disinteresse dell’Associazione rispetto ai numerosi problemi di carattere generale che riguardano anche la comunità sociale. In questa situazione, il rischio di disperdere buona parte dei soci appartenenti alle Sezioni che saranno eventualmente soppresse diventa più concreto, dal momento che si aggiungono, a quelli esistenti, nuovi motivi di disimpegno. È un rischio serio che andrebbe evitato, visto che la fiducia nell’ANSE da parte dei suoi iscritti non è più sorretta dallo spirito di appartenenza, che in passato costituiva un pilastro importante dell’impianto associativo.






10 novembre 2016

Senza vergogna

La trasmissione televisiva Report dell’8 novembre scorso ha riacceso i riflettori sulla vicenda dei contributi previdenziali, per la ragguardevole somma di circa 40 milioni di euro, che l’Enel non ha versato all’INPS, secondo gli accertamenti effettuati dalla Vigilanza dell’Istituto. La vicenda, di cui riferirono a suo tempo solo alcuni giornali, determinò anche l’autosospensione, per alcuni mesi, dell’attuale Direttore Generale dell’INPS, Cioffi, avendo lo stesso ricoperto la carica di Direttore del Personale Enel, immediatamente prima di approdare all’Istituto.  Omissione contributiva? conflitto di interessi? C’è di che stupirsi. Chi ha visto la trasmissione di Rai3 si è fatta certamente un'idea sul caso, per nulla commendevole.
A prescindere dal merito della questione e dai suoi sviluppi, l’occasione ci offre lo spunto per alcune riflessioni su comportamenti dell’Enel, che a volte appaiono poco rispettosi dell’etica e molto più attenti al profitto. Per carità, non intendiamo affermare che tali comportamenti siano illegittimi, tuttavia non sfugge a nessuno che essi, in taluni casi, non siano perfettamente in linea con il codice etico che la stessa Enel si è data. A parte gli aspetti giuridici, ovviamente.
Il riferimento al codice etico riporta alla mente anche comportamenti riguardanti la riduzione tariffaria sull’energia elettrica agli ex dipendenti e loro superstiti, unilateralmente soppressa dall’Enel con la lettera indirizzata alle Organizzazioni Sindacali di categoria del 12 ottobre 2015, senza averne data preventiva comunicazione ai diretti interessati, i quali sono stati ufficialmente informati solo dopo la firma dello pseudo accordo sindacale del 27 novembre 2015. Infatti, l’Enel ha comunicato il recesso con lettera datata 15 dicembre 2015, come se si trattasse di un fatto scontato che gli interessati - secondo l’azienda - avrebbero potuto o dovuto già conoscere per averlo letto sui giornali o, magari, sulla Gazzetta Ufficiale, come dà ad intendere l’infelice incipit della stessa, grondante di ipocrisia: "Gentile Collega in pensione, come probabilmente saprà, in data 31 dicembre 2015, cesserà l’agevolazione tariffaria sulla Sua fornitura di energia elettrica”.
L’Enel, avendo omesso di preavvisare per tempo i fruitori della riduzione della sua volontà di recedere dagli accordi vigenti in materia, ha causato, oltre tutto, un evidente danno agli interessati, i quali, nel “riprogrammare” la spesa per energia elettrica (che tanto incide nei bilanci delle famiglie) in funzione dei maggiori oneri da sostenere, avrebbero avuto la possibilità di ridurre per tempo la potenza impegnata della propria fornitura, senza accollarsi i costi dell’operazione. Costi che sono invece pretesi dall’Enel a partire dal 1° gennaio 2016. 
Questo singolare modo dell’Enel di intendere e di gestire i rapporti con gli ex dipendenti, disponendo dei loro diritti, ha fatto sorgere molte serie riserve sulla sua correttezza dal punto di vista giuridico, tanto che molti di essi hanno sollevato, con l’assistenza di diversi studi legali, la vertenza in sede giudiziaria, con l’intento di ottenere giustizia dai Tribunali della Repubblica. Quanto alla fedeltà dei descritti comportamenti al codice etico, cui la stessa Enel dice di volersi attenere, il giudizio è implicito nei fatti: ci sono sufficienti e validi motivi per vergognarsi. Ma la vergogna è un sentimento che non si prova più, in una società ormai priva di scrupoli, dove malafede e sopraffazione sono gli strumenti spesso preferiti per raggiungere i propri scopi. 



   


26 ottobre 2016

L'agevolazione tariffaria sull'energia elettrica ai lavoratori TERNA


Gli ultimi sviluppi della vicenda riguardante l'agevolazione tariffaria sull'energia elettrica ai lavoratori TERNA evidenziano un esito sostanzialmente positivo per il personale in servizio, mentre assumono un significato profondamente negativo per i pensionati. Com'è noto l'erogazione dell'agevolazione è stata unilateralmente interrotta, senza preavviso agli interessati, a decorrere dal mese di luglio 2016.
Nell'incontro tra la Soc. TERNA e le Organizzazioni sindacali degli elettrici, tenutosi ieri 25 ottobre, è stato sottoscritto il verbale di accordo che ripristina, dal 1° gennaio 2017, l'agevolazione tariffaria al personale in servizio che ne fruiva alla data del 30 giugno 1996, secondo le modalità in atto, in attesa di definire una nuova regolamentazione. Restano ancora in sospeso le situazioni riguardanti i pensionati,  per i quali l'azienda si è dichiarata indisponibile al mantenimento dell'agevolazione, e coloro che stanno per andare in pensione.
Per chi è già in pensione la prospettiva non è esaltante: si profila una soluzione conciliativa su base volontaria, sulla falsariga di quanto è avvenuto per i pensionati ex dipendenti Enel.
Secondo TERNA, la platea dei pensionati titolari dell'agevolazione è di circa 1150 unità, il cui rapporto di lavoro è cessato a far data dal 2 novembre 2005 in poi. Non è ancora chiara e resta da definire la situazione di circa altri 1.000 beneficiari, cessati dal servizio nel periodo dal 1° ottobre 1999 al 1° novembre 2005.
TERNA e Organizzazioni sindacali hanno stabilito di incontrarsi di nuovo il 15 novembre 2016.


16/11/2016
Ieri 15 novembre, si è svolto il previsto incontro tra i rappresentanti della Soc. TERNA e delle Organizzazioni sindacali, per il prosieguo della discussione sull'agevolazione tariffaria agli ex dipendenti e superstiti. L'azienda ha prospettato un'ipotesi di soluzione analoga a quella degli ex dipendenti dell'Enel che prevede, a fronte dell'abolizione dell'agevolazione, di una somma sostitutiva come da tabella allegata all'accordo Enel. A tale somma si dovrebbe aggiungere un ulteriore importo - da quantificare - in ragione della soppressione attuata unilateralmente da TERNA, a partire da luglio 2016, senza avvisare i beneficiari.
Le parti hanno fissato un nuovo incontro per il prossimo 29 novembre.   



05 ottobre 2016

Dove regna la confusione assoluta


Caro Giuseppe D’Arrigo, 

interessante il tuo scritto, tanto da far capire quello che è successo e continua a succedere, ma quello che conta è la storia vissuta in ANSE. Mi riferisco alla storia personale di ciascuno di noi. Valgono i risultati che si sono raggiunti stando a stretto contatto con i Soci e la soddisfazione degli stessi, come valutazione a tutto campo su ciò che abbiamo fatto ed i livelli di riconoscimento raggiunti sul piano personale. Il giudizio che loro ci  danno per l’impegno profuso ci gratifica soprattutto in un mondo fatto anche di ipocrisie e disinteresse. La forbice si allarga di più se si va sempre più in alto. E’ questo che fa la differenza tra coloro che hanno fatto e fanno ed altri che non hanno fatto e continuano a non fare, anzi……!
Ti voglio raccontare un qualcosa di veramente accaduto. Un’insegnante di scuola elementare assegna ai suoi alunni della quarta classe un tema da svolgere a casa: “Una gita fuori porta”.  Uno degli  alunni così svolge il suo componimento.

<< Domenica scorsa sono andato assieme con tutta la famiglia (nonni, genitori, figli, nipoti e altri parenti) a fare una gita. Era una gita fuori porta programmata da mia mamma, perché doveva chiedere un favore a un Santo. Dopo tanti chilometri siamo arrivati in una chiesa, mia madre, avvicinandosi alla statua del Santo, dice: Siamo venuti a pregarti di esaudire un nostro desiderio e chiederti un grosso favore. Ho una figlia sposata da quattro anni e fino ad ora, sebbene abbiano tentato con lo sposo, non sono riusciti ad avere un figlio. Ci raccomandiamo a te per un miracolo. Dopo aver mangiato le abbondanti pietanze che avevamo portato, siamo tornati a casa.  Passa un po’ di tempo e dopo due mesi mia sorella aspetta un bambino. Ma…forse…abbiamo pregato poco… o il Santo si è “confonduto”: anziché restare incinta mia sorella, la sposata, è rimasta incinta l’altra mia sorella, quella non sposata. >>

Riflessione: chissà se anche qualche manager volontario si sia anche lui “confonduto” per il troppo lavoro.


                                                                              Stefano Di Vincenzo




02 ottobre 2016

La festa dei nonni



Oggi, 2 ottobre, si festeggiano i nonni. Più che scrivere belle parole, che - in questa come in altre circostanze - si sprecano, per rimarcare l’importanza del loro ruolo nella società odierna, preferiamo più semplicemente rivendicare rispetto per i nonni, ai quali accomuniamo tutte le persone non più in età lavorativa. Non parliamo, ovviamente, di rispetto inteso come atto di riguardo alla loro non più verde età, alla canizie; ci riferiamo invece al rispetto degli impegni assunti nei loro confronti; al rispetto dei loro diritti, spesso negati o conculcati. Esempi in questo senso? Ve ne sono alcuni anche di viva attualità e non è il caso di elencarli, tanto li sappiamo a memoria.
Sappiamo anche che tutti noi, nonni o no, seguiteremo a difendere i nostri diritti con fermezza e dignità, come continueremo a dare il nostro fattivo contributo per supplire alla carenza di servizi sociali per le famiglie o per sostenerle nelle difficoltà quotidiane, nella consapevolezza che - come afferma Cicerone nel “Cato Maior de senectude”- la conoscenza, l'esercizio delle virtù in ogni età e una vita ben spesa, sono i rimedi più efficaci per una buona vecchiaia. 





29 settembre 2016

Se l'esercizio del diritto di critica comporta l’espulsione dall’ANSE


Chi scrive è stato espulso dall’Associazione, insieme con un altro socio, per recente decisione adottata dal Comitato direttivo nazionale, su proposta della Presidenza nazionale. Secondo quanto è scritto nel provvedimento di espulsione, io e l’altro socio avremmo violato gli obblighi di correttezza e di rispetto nei confronti degli Organi Associativi Nazionali e, più in generale, gli obblighi di trasparenza e probità. La violazione di imprecisate norme statutarie consisterebbe nell’aver tentato di dare legittimazione sostanziale” all’istituto della “sfiducia”.
Che cosa avremmo fatto di tanto grave, dunque, per meritare il provvedimento estremo dell’esclusione dall’Associazione, al termine di un processo sommario? Abbiamo semplicemente e legittimamente esercitato, nella rispettiva qualità di Vice Presidente di Sezione e di membro del Comitato, il sacrosanto diritto di critica sulla gestione dell’attuale Presidente della Sezione Sicilia, in osservanza del principio di democrazia sul quale si fonda l’ordinamento dell’ANSE.  A nulla sono valse la nostre difese, esposte per iscritto prima dell’adozione del provvedimento e poi nell’impugnazione davanti al Collegio dei Probiviri, con l’assistenza di uno Studio Legale. Difese del tutto inutili, perché l’epilogo della vicenda era già segnato e si è puntualmente materializzato con il verdetto del Collegio che ha respinto il nostro ricorso, confermando l’espulsione, nonostante la genericità e l’infondatezza degli addebiti che ci sono stati mossi e i vizi di forma contenuti nel provvedimento, puntualmente dimostrati dal nostro legale. Il provvedimento che l’ANSE ha tentato e tenta di far passare come un atto dovuto, altro non è che una rappresaglia per liberarsi di due soci, che facevano parte della maggioranza del Comitato di Sezione, e sostituirli con i primi due dei non eletti, amici del Presidente di Sezione, per ribaltare a suo favore la maggioranza e potere agire liberamente, mettendo in atto i suoi propositi.

In data 14/10/2014 il neo eletto Presidente Petrucci invia a tutta la Sezione la seguente mail che ha come oggetto "volontariato e solidarietà".
"Carissimi, Vi scrivo da Bologna, in occasione del mio primo incontro nazionale al quale partecipo da Presidente...Lasciate che ognuno sappia che sopporteremo ogni carico, affronteremo ogni difficoltà, aiuteremo ogni amico, ci opporremo a chi ci ostacola, pur di assicurare il successo del ns. impegno. Ci impegniamo a fare molto, e anche di più. Ci impegniamo con la lealtà dei fedeli amici. Uniti, c'è poco che non si possa fare, in un clima di accordo e cooperazione. Non ci aspetteremo sempre che appoggino i nostri punti di vista, ma speriamo di vedere sempre sostenuti i nostri veri valori. Si ricordi che nella società quelli che cercavano il potere cavalcando la tigre, hanno fatto una brutta fine. Tuttavia, poniamoci all'opera. Nelle vostre mani, miei amici, più che nelle mie, sarà posto il successo finale o il fallimento della nostra opera".
Noi soci, nel commentare quanto scritto dal neo Presidente, siamo rimasti sbalorditi. Sembrava un roboante bollettino di guerra, trasmesso da un generale alle sue truppe per incitarle e per ammonirle a comportarsi da soldati. Invece, era semplicemente il proclama di un socio, eletto Presidente della Sezione Sicilia (su consiglio dell'ex Presidente, Pietro Solli, elevatosi a garante delle sue capacità) per guidare persone associate all’ANSE, dedite alla solidarietà e allo sviluppo dell’Associazione, con un laborioso passato lavorativo in un'Azienda elettrica tra le più prestigiose al mondo, l'ENEL. 
Dopo il messaggio, il neo Presidente si mette subito all’opera per attuare i suoi fieri propositi, tentando di mettere al posto di Responsabile del Nucleo di Palermo un suo fedele amico, a scapito di chi legittimamente aveva titolo ad occuparlo. Inoltre, allarga il Comitato di Sezione ad altri suoi amici, chiamandoli “aggiunti”, figure assolutamente non previste dallo Statuto associativo. Per sue decisioni contestate si sono dimessi da cariche direttive, a partire dalla sua elezione, oltre dieci soci; tra questi anche l’ex Presidente Pietro Solli, che si è dimesso dalla carica di membro del Comitato di Sezione, che aveva mantenuto dopo le dimissioni da Presidente. La sua azione tesa a sostituire con soci a lui fedeli i titolari di cariche che non condividono la sua gestione è chiara ed indiscutibile. Come è altrettanto chiara l’acquiescenza della Sede Nazionale, che invece dovrebbe assolvere al suo compito istituzionale di garantire i diritti di tutti i soci. Sembra che il Presidente Nazionale non sia il Presidente di tutti i soci, bensì il Presidente dei Presidenti di Sezione. 

Non aggiungo altro, perché il merito della vicenda va valutato in altra sede. Chiedo ospitalità al blog “Anse fuori dal Coro” soltanto per fare poche considerazioni e porre qualche interrogativo.
Nell’ANSE, democrazia e uguaglianza dei soci sono diventati soltanto due principi scritti nello Statuto, ma nella pratica ignorati sia dai vertici nazionali che dal Presidente della Sezione Sicilia. Nell’ANSE Sicilia, i soci e i loro rappresentanti eletti negli organismi contano poco o nulla. Il loro ruolo è svuotato e ininfluente e se si permettono di muovere critiche alla gestione del Presidente sono sprezzantemente bollati dagli Organi nazionali dell’Associazione come oligarchi autoreferenziali e proposti per l’espulsione, cosa che poi è puntualmente avvenuta senza un approfondimento serio di tutti gli aspetti della vicenda, più che doveroso in casi del genere.
È moralmente, oltre che giuridicamente, lecito espellere dall’Associazione i soci che manifestano nelle forme democratiche il proprio punto di vista o il loro dissenso rispetto alla gestione del Presidente della Sezione in cui sono iscritti? O piuttosto ci troviamo di fronte ad una palese dimostrazione di incapacità dei vertici dell’ANSE si saper garantire la dialettica interna e il libero confronto delle idee? È normale che per difendersi da accuse infondate e infamanti occorre farsi assistere da un avvocato, e non basta appellarsi all’Organo di garanzia statutaria (Collegio dei Probiviri), ma è necessario procedere per via giudiziaria? È normale tutto ciò accada in un’Associazione che si autodefinisce di solidarietà e che dichiara di ispirarsi ai valori e al codice etico dell’Enel, da cui è patrocinata?
Noi riteniamo di no, e come noi lo pensano molti altri soci siciliani e tutti quelli che hanno avuto modo di conoscere la vicenda di cui siamo stati le vittime sacrificali. Mi auguro che i benpensanti vogliano riflettere sulla situazione e vogliano prendere qualche iniziativa affinché l’ANSE non somigli sempre più ad una sorta di un califfato: non lo affermo io, lo dicono i comportamenti cui siamo costretti ad assistere.   
                                                                                
                                                                                      Giuseppe D'Arrigo





24 settembre 2016

Lo sconto tariffario agli ex dipendenti TERNA



Continua a rimanere sospesa la questione della mancata applicazione dello sconto sui consumi di energia elettrica agli ex dipendenti TERNA, in conseguenza della disdetta da parte dell’Enel del contratto di servizio che consentiva l’applicazione dell’agevolazione tariffaria direttamente sulla bolletta. Com’è ormai noto, i pensionati ex TERNA che fruivano dell’agevolazione si sono accorti della sua soppressione, quando recentemente hanno ricevuto dall’Enel l’ultima bolletta periodica a tariffa intera, senza alcun preavviso da parte del loro ex datore di lavoro o del fornitore.
L’incontro del 19 settembre tra le organizzazioni sindacali degli elettrici e la Società TERNA, convocato per trovare una soluzione al problema, ha avuto carattere interlocutorio, poiché l’azienda ha evitato di manifestare le sue intenzioni al riguardo.
La conferma viene dalla lettura del comunicato del 23 settembre 2016, emesso dalle organizzazioni dei lavoratori elettrici. Tuttavia, il comunicato, benché redatto in perfetto sindacalese, sembra voler trasmettere ai pensionati TERNA il seguente messaggio: la soppressione dell’agevolazione non è soltanto un’ipotesi teorica. Gli approfondimenti che Terna sta facendo potrebbero preludere a un allineamento dell’azienda alla decisione già adottata dall’Enel per i suoi ex dipendenti. Inoltre, il fatto stesso che le organizzazioni sindacali abbiano posto (bontà loro) il problema della rappresentanza dei pensionati, costituisce un’implicita conferma dell’ipotesi che i contatti in corso tendano ad indirizzare la trattativa verso una soluzione che non contempli la possibilità di estendere - con le necessarie modifiche di carattere applicativo - ai circa 1.150 pensionati ex dipendenti TERNA la procedura utilizzata per lavoratori in servizio.

Le nostre sono semplicemente delle ipotesi, che scaturiscono dalla lettura del comunicato sindacale. Speriamo che restino tali e che i colleghi di Terna non si trovino, entro poco tempo, nella stessa situazione degli ex dipendenti Enel.


14/10/2016
Purtroppo, la nostra ipotesi che TERNA avrebbe seguito le orme dell'Enel, in tema di agevolazione tariffaria sui consumi di energia elettrica agli ex dipendenti, non era campata in aria.
Infatti, è arrivata puntualmente la disdetta degli accordi in materia da parte dell'azienda, notificata alle organizzazioni sindacali dei lavoratori elettrici FILCTEM/CGIL, FLAEI/CISL e UILTEC/UIL con lettera raccomandata del
 13 ottobre 2016, prot. RUO n. 748 .








19 settembre 2016

Tutte le strade portano a Roma (o quasi)



Per il pernottamento dei responsabili delle sue strutture periferiche invitati alla cerimonia di celebrazione del 25° anniversario dell’Associazione, fissata per il 13 ottobre prossimo a Roma, l’ANSE ha scelto una struttura alberghiera posta all’estrema periferia della città eterna, oltre il Grande Raccordo Anulare, non lontana dalla Riserva naturale di Decima Malafede.
La sistemazione agreste, sicuramente adatta a creare un’atmosfera idilliaca per la circostanza, non facilita gli spostamenti degli ospiti e perciò non è gradita da quelli che, arrivando a Roma il pomeriggio precedente, immaginavano di potersi ritagliare il tempo strettamente necessario per una breve passeggiata romana o per compiere, in occasione del Giubileo della Misericordia, il loro atto di fede visitando una Basilica.  Pazienza se dovranno rinunciarci, vedranno Roma la mattina dopo attraversandola in pullman, come si fa nei pellegrinaggi, quando si recheranno all’Auditorium dell’Enel per assistere alla cerimonia, a testimonianza della loro fedeltà all’ANSE. Comunque sia, la fede ci entra sempre.